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TORINO. Nasce un nuovo incubatore per le arti visive nel quartiere San Salvario.
Inaugurato nel 2024 grazie all’iniziativa di un gruppo di giovani torinesi, Antro si è affermato come spazio culturale di aggregazione e sperimentazione dedicato a tutte le pratiche artistiche e culturali emergenti, quali musica, cinema, teatro, letteratura e molto altro ancora.
Successivamente nel 2025 è emersa la volontà di articolare la proposta artistica in modo più strutturato, per questo è nato un gruppo curatoriale che ha indetto la prima open call specifica per le arti visive sul tema dell’antro con un’adesione molto alta, segno di una viva necessità da parte degli artisti di disporre di spazi gratuiti in cui trovare un contatto con il pubblico attraverso la realizzazione di mostre.
Il team curatoriale, formato da Margherita Caselli, Esther Chionetti, Martina Ghignatti, Nill Hashemi, Lucia Lerco, ha selezionato gli artisti, affiancandoli nello sviluppo dei loro progetti e costruendo una rassegna di mostre dal titolo “Antri Visivi”. Il palinsesto si sta sviluppando fino a luglio, accogliendo pratiche artistiche nel più ampio senso possibile, dalla pittura alla scultura, all’audio-video e alla performance. Ogni mostra, della durata di tre settimane, ha una tematica diversa, e declina il tema dell’antro come coordinata, ricordo, incubatore, corpo, raccoglimento, fino al festival performativo conclusivo di due giorni a luglio di “Antro come fermento”.
Ad aprire la programmazione è stata “Lessicogramma dell’abitare”, di Paola Boscaini e Cristina Materassi che portano avanti insieme il progetto Corrispondenze. Al centro della loro pratica vi sono l’incontro, il dialogo e la costruzione condivisa di narrazioni volte all’esplorazione del tema dell’abitare tra esperienze personali e contesti sociali. “Tutto è nato dall’esigenza di creare uno spazio di crescita sia per gli artisti che per noi curatrici in cui poter sperimentare al di fuori delle logiche di mercato”, spiega Margherita Caselli, curatrice, sottolineando la orizzontalità come peculiarità di Antro, in uno spazio attraversabile, capace di accogliere lavori in divenire e pratiche non concluse, offrendo tempo, ascolto e costruzione del progetto assieme agli artisti coinvolti.
Autore: Elena Vettori
Fonte: www.artribune.com 11 marzo 2026
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