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TORINO. Tre volti, un genio: le vedute di testa virile di Leonardo in mostra. (28giu26)
Un foglio per volta, una volta all’anno. È la formula di A tu per tu con Leonardo, l’iniziativa con cui i Musei Reali di Torino restituiscono al pubblico, a rotazione, i disegni autografi di Leonardo conservati nella Biblioteca Reale. Fino al 28 giugno 2026 il protagonista è il foglio autografo con Tre vedute di testa virile con barba, datato intorno al 1502, eseguito a pietra rossa su carta e conservato nella Biblioteca Reale di Torino.
Esposto dentro una vetrina blindata e climatizzata nello Spazio Leonardo, al primo piano della Galleria Sabauda, il foglio viene accompagnato da un pannello critico firmato da due curatori ospiti d’eccezione: Simone Facchinetti e Arturo Galansino, storici dell’arte e specialisti del Rinascimento lombardo, protagonisti anche di un breve video prodotto da Gallerie d’Italia in collaborazione con Intesa Sanpaolo. L’esposizione si inserisce in un palinsesto 2026 particolarmente ricco per i Musei Reali: dal 21 maggio la Biblioteca Reale accoglierà anche la mostra dedicata a Margherita di Savoia nel centenario della morte, a conferma di una stagione culturale di grande intensità.
Un anno cruciale: Leonardo al servizio del Valentino
Il 1502 è un anno di svolta nella biografia di Leonardo. Nell’estate di quell’anno Cesare Borgia, figlio naturale di papa Alessandro VI e noto come il Valentino, aveva appena completato la riconquista della Romagna e cercava un ingegno all’altezza delle sue ambizioni: modernizzare le infrastrutture militari e civili di un ducato appena conquistato. La scelta cadde su Leonardo, che il 18 agosto ricevette una lettera che lo nominava ufficialmente “Architecto et Ingegnero Generale”, con il compito di vedere, misurare e valutare le fortezze e i territori del nuovo stato.
Fu in questo contesto, tra Urbino, Rimini, Cesena, Cesenatico e Imola, dove si trovava anche Niccolò Machiavelli come ambasciatore fiorentino, che nacque il foglio oggi esposto a Torino. Per lungo tempo si è ritenuto che le tre teste maschili raffigurassero proprio Cesare Borgia: un’ipotesi suggestiva ma che studi recenti, basati anche sul confronto con i ritratti noti del Valentino, hanno definitivamente smentito. Il soggetto resta anonimo, e proprio questo anonimato restituisce al disegno un’aura di mistero.
Giorgio Vasari racconta che Leonardo era solito seguire per ore una persona dal volto interessante, studiandone i lineamenti per poi fissarli su carta. Il foglio torinese è una prova straordinaria di questo metodo. Le tre vedute della stessa testa maschile si dispongono da destra verso sinistra come una sequenza visiva in progressione: la prima, mostra il volto quasi di fronte; le successive lo ampliano e lo semplificano, adottando un tratto sempre più essenziale. Il risultato è quasi una sequenza cinematografica ante litteram, con un tratto a pietra rossa morbido e curvilineo, particolarmente evidente nella resa della barba soffice e ondulata.
Come sottolinea Paola D’Agostino, Direttrice generale dei Musei Reali di Torino, il disegno è «di grande fascino per illustrare l’assiduo studio del volto umano da parte di Leonardo». Gli studiosi hanno avanzato anche una lettura alternativa della struttura compositiva: secondo questa ipotesi, le tre pose canoniche, frontale, tre quarti e profilo, potrebbero non essere semplice osservazione dal vero, ma uno studio preparatorio per una scultura, secondo la tradizione che imponeva di analizzare la figura nelle sue tre angolazioni fondamentali prima di qualsiasi progettazione plastica. Le due interpretazioni non si escludono, anzi convivono e si potenziano, testimoniando la complessità del metodo leonardesco.
Questo foglio fa parte di una delle raccolte grafiche più importanti d’Europa, e la sua storia di collezionismo è essa stessa un capitolo affascinante. Nel 1839 Carlo Alberto acquistò dall’antiquario e mercante d’arte Giovanni Volpato, attivo tra Torino, Londra e Parigi, una collezione di oltre 1.500 disegni che costituisce ancora oggi il nucleo fondamentale delle raccolte grafiche della Biblioteca Reale. Volpato non fu solo il venditore: divenne il primo conservatore della collezione, dedicando quasi vent’anni al suo restauro e alla sua sistemazione. Tra i fogli acquisiti in quella straordinaria operazione figurano i celeberrimi tredici autografi leonardeschi torinesi, accanto a opere di Michelangelo, Rembrandt, Guido Reni, Annibale Carracci, Giambattista Tiepolo e Antonio Canova.
La Biblioteca Reale custodisce così una delle più significative concentrazioni di disegni di Leonardo al di fuori della Lombardia, e lo Spazio Leonardo, inaugurato nel 2024 come allestimento multimediale permanente, è stato concepito proprio per valorizzare questo patrimonio che, per ragioni conservative, non può essere esposto in modo continuativo.
Simone Facchinetti e Arturo Galansino non sono soltanto specialisti del Rinascimento: sono anche una coppia di studiosi con un lungo percorso comune. Hanno firmato insieme la grande retrospettiva dedicata a Giovan Battista Moroni alla Royal Academy of Arts di Londra nel 2014 e la mostra su Moroni alle Gallerie d’Italia di Milano nel 2023. La loro collaborazione con i Musei Reali di Torino nasce ora su un terreno diverso ma altrettanto prolifico. Come spiegano i due curatori, «questo progetto contribuirà allo sviluppo degli studi leonardeschi, mentre la mostra milanese getterà nuova luce sugli allievi e seguaci del maestro».
L’appuntamento milanese è già annunciato per la fine di novembre 2026 alle Gallerie d’Italia, e Michele Coppola, Executive Director Arte Cultura e Beni Storici di Intesa Sanpaolo e Direttore Generale delle Gallerie d’Italia, ne anticipa l’ambizione: «Il prossimo autunno racconteremo Leonardo, i suoi allievi e i suoi seguaci in un’importante rassegna». La tappa torinese, con il suo foglio autografo, il video dei curatori e il pannello critico, funziona così come un prezioso prologo scientifico a quell’appuntamento.
Autore: Danilo Guidozzi
Fonte: www.quotidianoarte.com 30 mar 2026
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