BALTARO Gianna
Nel palazzo d’epoca al n. 4 di corso Siccardi è vissuta la prima cronista di nera di Torino e forse d’Italia: Gianna Baltaro. Nessuna targa la ricorda, ma è considerata l’Agatha Christie nostrana (anche se a lei piacevano soprattutto Simenon e il commissario Maigret).
Gianna Baltaro era nata a Torino giusto 100 anni fa, il 13 febbraio 1926. Vive e studia un po’ in Italia ed un po’ in Francia, dove la famiglia si era trasferita prima dell’ultima guerra. Poi torna a Torino, si sposa, rimane vedova presto (il marito lavora nella distribuzione cinematografica, un mondo che le ha permesso di conoscere una città diversa da quella ufficiale, fra piole e bocciofile), una perdita che la segna profondamente e così si butta nel lavoro.
Scrive per tutte le principali testate torinesi: “La Gazzetta del Popolo”, “L’Unità”, “La Stampa”, “La Stampa Sera”, collabora con la RAI. Ed è corrispondente per “Il Giorno” e “L’Occhio” di Milano, e “L’Ora” di Palermo. Sono gli anni del commissario Montesano, occhiali scuri e giacca di pelle, che ha ispirato le figure di commissari letterari e cinematografici, come il commissario-Mastroianni della Donna della domenica nel film di Comencini, ed i colleghi raccontano avesse delicatezze d’altri tempi verso di lei, evitando di aggiungere particolari scabrosi ai delitti in sua presenza (ma poi la Baltaro se li faceva raccontare da loro per filo e per segno). E’ anche un’appassionata di cucina e gira l’Italia per partecipare a concorsi gastronomici, conferenze, crea eventi, tra cui la rassegna “In punta di Penna e di Forchetta”.
Dal 1990, a 64 anni, inizia a scrivere libri polizieschi, creando il genere del giallo storico torinese e dando vita alla figura dell’ex commissario Andrea Martini, protagonista dei suoi 18 romanzi, uno all’anno, sempre puntualissimi in libreria verso novembre-inizio dicembre, pubblicati dall’Angolo Manzoni, a pochi passi da casa sua.
Martini è un investigatore insolito, appassionato anche di gastronomia, attivo nella Torino degli Anni Trenta. Un periodo che affascina la Baltaro, che l’ha conosciuto dai racconti della madre e da ricerche in biblioteca.
Scrive in modo leggero, spiritoso, racconta delitti poco violenti (dice perchè di sangue ne aveva già visto troppo da cronista), una specie di Signora in Giallo sotto la Mole, che fa rievocare al suo commissario un po’ malinconico ed empatico un’epoca, una città, ricordi familiari, una Torino reale e perduta. L’ultimo esce nel 2007, l’anno dopo Gianna Baltaro muore, a 82 anni.
La casa editrice torinese Golem ha ristampato tutti i suoi 18 romanzi (ed i tre apocrifi, usciti per celebrarla, scritti da vecchi amici e colleghi) e ha in programma di ricordarla – con piccoli eventi e testimonianze di quanti hanno lavorato con lei – in tutto questo anno del centenario. Manca solo una targa.
Autore: Rosalba Graglia
Fonte: Corriere Torino 24 mar 2026
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