OLDOINI Virginia, la divina Contessa di Castiglione
La Contessa nasce a Firenze, il 22 marzo 1837 e muore a Parigi il 29 novembre 1899.
A Torino, al Museo Nazionale del Risorgimento, possiamo ammirare una delle poche raccolte complete di fotografie della Contessa di Castiglione. L’Album Nigra fu donato dopo il 1911 dagli eredi del diplomatico piemontese (e poeta) Costantino Nigra, amico della Contessa, scomparso all’età di settantanove anni nel 1907. L’Album si compone delle primissime fotografie della Contessa realizzate da Pierre-Louis Pierson, un artista avant la lettre. Sono venticinque bellissime immagini, incollate sul cartonato dell’album fotografico d’epoca, più una staccata. Le immagini sono state realizzate dal luglio 1856 all’inizio del 1857 con la tecnica della stampa all’albume (introdotta nel 1850). I negativi erano lastre di vetro al collodio. L’Album Nigra è unico nel suo genere. Gli scatti della Castiglione sono incollati e rifilati, poi incollati sul cartonato originale ed incorniciati da merletti di cartapesta.
Virginia Oldoini, all’età di diciassette anni, sposò Francesco Verasis Asinari, Conte di Castiglione (adottato dopo la morte del padre da Cavour e amico di Massimo d’Azeglio). Il Conte di Castiglione, primo scudiero di Vittorio Emanuele II e gentilhomme d’honneur della regina del Piemonte, Maria Adelaide, fece conoscere Virginia alla Corte sabauda. Non ancora ventenne, la Contessa di Castiglione entrò nello spionaggio del regno di Sardegna e fu inviata a Parigi, diventando intima di Napoleone III. La figura della Contessa, ammirata in quegli anni da Massimo d’Azeglio come “la donna più bella d’Europa”, diventò mitica. Nel 1939, Henrisch e Nigro pubblicarono un volume con fotografie inedite, all’epoca, e, per primi, evidenziarono l’attività politica della Contessa, che operò come una vera e propria Kingswoman del Re di Sardegna, contribuendo con il suo operato al processo che porterà all’Unità d’Italia.
Virginia aveva un sogno: fare in vita il “suo” libro, perché “Les livres” – diceva la Contessa di Castiglione – “sont les portraits des morts; les journaux ne sont que des photographies qui passent!”. Nel suo progetto, quel libro avrebbe assolto il compito di toglierla dal silenzio e dall’oscurità (e dalla diffamazione di essere solo una “grande orizzontale”, una, addirittura, cocotte) per portarla alla luce della grande storia.
Il libro sognato rimase un sogno. Il volume che lei aveva in mente, con le fotografie radunate per le illustrazioni, aveva già il titolo: La plus belle femme du siècle. La morte di Virginia, il 29 novembre 1899, troncò anche il suo ultimo sogno.
La contessa fu soprattutto una pioniera dell’arte fotografica, influencer ante litteram grazie ad uno sguardo attento e mai scontato alla posa fotografica, agli abiti, ai monili, agli accessori e porrà le basi per la costruzione di una “messa in scena” a uso e consumo di spettatori e ammiratori.
Celebri e importanti per la storia della fotografia i suoi ritratti nati dalla collaborazione con il famoso fotografo Pierre-Louis Pierson, dello studio parigino Mayer&Pierson, nei quali la Contessa di Castiglione assume differenti identità, si traveste, mette in scena sé stessa e il proprio corpo, in una straordinaria anticipazione di pratiche artistiche e fotografiche che si svilupperanno in parte nell’ambito delle avanguardie storiche del XX secolo e ancor più compiutamente alla fine del Novecento, quando i temi dell’identità e del genere diventeranno centrali non solo per l’arte ma per l’intera società.
La Contessa di Castiglione arrivò a Parigi con il marito Francesco il 25 dicembre 1855. Era inviata dal re Vittorio Emanuele e da Cavour per l’apertura del Congresso di pace di Parigi, atto finale della Guerra d’Oriente, quella di Crimea, terminata con la sconfitta della Russia contro gli alleati occidentali. A parte le feste dell’Imperatore Napoleone III e del suo entourage, la bella “Nicchia” frequentò da subito, almeno dal luglio 1856, lo studio di un pioniere del ritratto fotografico insieme a Nadar: Pierre-Louis Pierson (Hinckange, 13 dicembre 1822 – Parigi, 22 marzo 1913). Pierson con la Contessa di Castiglione realizzò più di cinquecento ritratti. La fotografia all’epoca di Virginia è una scienza “bambina”.
A distanza di diciassette anni, il sodalizio tra il fotografo Pierson e la Contessa di Castiglione, unione che iniziò nel 1856 e terminò solo nell’ultimo decennio dell’Ottocento, è, quindi, di grande rilievo nella storia della fotografia.
La frequentazione dell’atelier di Pierson da parte della Contessa non è casuale, ma legata alle performance cui dava vita alle feste. Con il suo narcisismo estremo, un’immaginazione sfrenata, la mise en scène di uno studio per ritrattistica ed un otturatore meccanico, può ottenere il passaporto per l’eternità grazie a quello che è un magico preannuncio, quasi una premonizione: che la fotografia le avrebbe regalato l’immortalità.
La Contessa, però, non è solo colei che sceglie i travestimenti e le messe in scena che allestisce di fronte al fotografo, ma anche la responsabile di tutte le fasi successive all’ideazione: la recita, la stampa e la postproduzione. Una vera artista totale, come oggi possono fare gli autori contemporanei incuranti di chi realizza materialmente l’opera, ma totalmente “proprietari” della progettazione del lavoro nel suo complesso.
Lo sguardo enigmatico, spesso malinconico, della Contessa di Castiglione, sarà il modello dell’aristocrazia.
Virginia Oldoini non può infatti racchiudersi unicamente nelle trame della Storia, ma rientra a tutti gli effetti nel gruppo assai eccentrico e poco numeroso degli individui che fecero della stravaganza la loro espressione.
Bibliografia:
– Bouchot H. Les élégances du Second Empire, Paris, À la Librairie Illustrée, 1896.
– Craveri B., La Contessa. Virginia Verasis di Castiglione, Milano, Adelphi, 2021.
– Decaux A., La Castiglione, Paris, Amiot. Dumont, 1953.
– Henrisch H. e Nigro C., Virginia di Castiglione. La Contessa della leggenda attraverso la sua corrispondenza intima – Diari e documenti inediti 1837–1899, Firenze, Casa Editrice Marzocco, 1939.
– Grillandi M., La contessa di Castiglione, Milano, Rusconi, 1978.
– Montesquiou R. de, La divina Contessa. Studi sulla signora di Castiglione, Prefazione di Gabriele d’Annunzio, a cura di Ferrara M., Firenze, Passigli Editori, 2021.
– Muzzarelli F., L’invenzione del fotografico. Storia e idee della fotografia dell’Ottocento, Torino, Giulio Einaudi editore, 2014.
– La Contessa di Castiglione e il suo tempo (a cura di Cognati M. e Ghibaudi C.), Silvana Editoriale, Regione Piemonte, 2000.
Fonte: www.rivistasavej.it 6 maggio 2026
