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PROLA Luisa Ernestina

Era nata esattamente 150 anni fa, nel 1876, origini di Exilles, in Val Susa, dove una targa sulla facciata della villetta di famiglia dai tocchi liberty la ricorda.
Perchè Ernestina Prola, un nome che sembra uscire da una novella di Pirandello, è stata la prima donna in Italia ad ottenere la Licenza di guida automobilistica il 5 giugno 1907. In realtà la patente ufficiale della prefettura, ovvero “il certificato di idoneità a condurre automobili con il motore a scoppio” sarebbe stata istituita solo qualche anno più tardi e lo avrebbe ottenuto la messinese Francesca Mirabile nel 1913. Ma Ernestina Luisa Prola, questo il nome completo, sposata con l’ingegner Macchia delle Ferrovie, è la prima donna a ottenere il “libretto” per la guida, istituito nel 1901 (mentre il primo uomo ad averlo è il torinese Bartolomeo “Alberto” Tonietto, famoso chauffeur di Casa Savoia).

“Gli automobilisti che devono circolare sulle strade ordinarie saranno sottoposti alle confacenti prove” riportava nel 1901 il primo ordinamento che faceva riferimento alla licenza di guida, Regio decreto del 28 luglio 1901 n. 416. La Licenza di Guida, che allora si otteneva con una prova pratica, e mostrando anche una certa conoscenza del motore, era accompagnata da un libretto, sul quale erano registrate eventuali contravvenzioni.

Tra l’altro, la nostra Ernestina guidava una Peugeot che, solo per essere avviata, richiedeva un grande sforzo fisico ed una buona dose di pazienza. Superò brillantemente la prova e la stampa del tempo ne elogiò la “sicurezza e grazia ammirevoli”.
Da allora Ernestina Prola continuò a guidare per quasi 50 anni, fino al 1978 quando si spense nella sua casa torinese di piazza Carlo Felice. Ma non guidava solo automobili: diventa “prima chaffeuse della Scuola di Torino”, gioca a tennis, è una brava ciclista, si cimenta nel nuoto e nella scherma, e pare abbia pilotato anche qualche piccolo aereo. A vederla nelle foto d’epoca la Signorina al Volante, come veniva chiamata, con il cappellino e l’abito severo dalle spalline imbottite, si stenta a crederlo.
Nel 1907 lei aveva 31 anni ed in Italia le donne non avevano il diritto di voto, poche potevano studiare o lavorare fuori dall’attività di famiglia e la Licenza di Guida Automobilistica, com’era allora chiamata la patente, era conseguita solo dagli uomini. E lei, una donna elegante di inizi Novecento, appassionata di motori, ci riuscì, anzi di più: lavorò anche in Fiat, fu pilota di auto sportive e motorista di aviazione. Una pioniera, insomma. Proprio come sta scritto nella targa – del modello esecrabile con l’iniziale del nome puntata, ahimè – della via che le è stata intitolata in Borgata Lesna, quasi ai confini con Grugliasco. Un destino toponomastico che Ernestina condivide dal 2023 con la partigiana Lidia Menapace, la partigiana e politica Teresa Mattei, la giornalista e docente Aida Ribero.

Autore: Rosalba Graglia

Fonte: Newsletter Corriere Torino 12 maggio 2026