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CASTELLINALDO D’ALBA (CN). Chiesa della Santa Sindone o della Confraternita dei Disciplinati Bianchi

Punto di forza

La chiesa, costruita nel 1700-2 è l’unica sede di culto espressamente dedicata alla S. Sindone nella Diocesi albese.

La chiesa della Confraternita dei Disciplinanti (Battuti) bianchi, sorge non lontano dalle antiche scuderie del castello. Nel 1626 la relazione di visita pastorale del vescovo Broglia constata la mancanza delle lettere di fondazione della chiesa, da poco costruita. Nel 1696 la relazione del vescovo Migliavacca attestava che 180 erano gli iscritti alla Confraternita che faceva capo alla chiesa.

Tra il 1700 e il 1702 la chiesa fu ricostruita, previa intesa col feudatario conte Damiani. Come conferma la relazione di visita del 1742, era ad una sola navata, a volta, con tre altari e quattro finestre.
Restaurata nel 2001 e nel 2018.

Facciata a capanna, scandita da quattro lesene doriche di ordine giganti su piedistalli che sorreggono trabeazione e timpano.

Chiesa di medie dimensioni, a sviluppo longitudinale, con pianta circa rettangolare interrotta dalla sporgenza del campanile accostato, quasi in facciata, al fianco sinistro e dai volumi di due cappelle laterali dove sono gli altari dedicati alla Madonna del Carmine e al Crocifisso. Il presbiterio ha forma rettangolare e non è aggettante rispetto al resto dell’edificio.
Alcune superfici, come la facciata, sono intonacate; altre invece presentano solo il mattone a vista, come il campanile, suddiviso in tre livelli (l’ultimo dei quali occupato dalla cella campanaria) e privo di cuspide.

L’aula è coperta da una volta a botte con sottarchi, con l’eccezione del punto in cui si innestano le due cappelle laterali, segnato da una volta a crociera ornata da quattro medaglioni dipinti. Il presbiterio è infine coperto da un’altra volta a botte, in questo caso unghiata.
L’apparato decorativo pittorico, probabilmente risalente all’inizio del sec. XVIII è di buona fattura.

La devozione alla Sacra Sindone si fa risalire alla presunta breve sosta che san Carlo Borromeo avrebbe fatto nel castello nel 1578, in occasione del viaggio che egli compì per venerare la Sacra reliquia che il duca sabaudo Emanuele Filiberto aveva fatto trasferire per l’occasione da Chambéry a Torino.
All’interno della Chiesa vi sono due rappresentazioni del prezioso sudario: un bassorilievo ligneo del Settecento e un affresco a volta dell’ultimo quarto dell’Ottocento attribuito al torinese Rodolfo Morgari (cfr. https://sindone.univoca.org/?portfolio=castellinaldo-cn-immagini-sindoniche).

 

Indirizzo: Piazza Castello – Castellinaldo d’Alba CN

Data compilazione scheda: 24 luglio 2026
A cura di AC
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