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TORINO. Si chiama “Ridicola” l’ex edicola che diventa uno spazio espositivo aperto 24 ore su 24 (1 mar 26).

A Torino, e più precisamente in Via San Tommaso 13 (tra Piazza San Carlo e Piazza Castello), prende forma Ridicola, uno spazio espositivo nato a giugno del 2025 in un ex chiosco. I volti che si celano dietro il progetto sono quelli di Marco Scellato e Riccardo Colombo dell’Associazione Pigmenti che, dal 2011, si occupa dello sviluppo di progetti legati all’arte urbana.

Quando e come nasce l’idea di Ridicola a Torino?
Ridicola nasce nel gennaio 2025, quando io e Marco Scellato abbiamo deciso di rilevare dopo anni di chiusura questo piccolo chiosco in centro a Torino. Dopo sei mesi di ristrutturazione, abbiamo aperto a giugno ospitando mostre, magazine e fanzine indipendenti.

Qual è la vostra linea curatoriale?
Le scelte curatoriali seguono la linea dell’associazione, ovvero i linguaggi dell’arte urbana.
Per ciò che concerne l’editoria, invece, facciamo una selezione di fanzine, poster e magazine autoprodotte che seguono quattro macrotemi, ovvero: arte, design, fotografia e viaggi.

Quali sono gli obiettivi raggiunti e quali ancora da raggiungere?
Ci interessava di rivalutare quel piccolo chiosco tra Piazza San Carlo e Piazza Castello perché è un triangolo pedonale molto vivo e volevamo essere un nuovo punto di incontro per la comunità. Non solo, ci piaceva anche l’idea di essere una galleria d’arte con una vetrina accesa 24 ore su 24. Possiamo dire di essere riusciti nell’intento grazie anche alla buona risposta del pubblico alle nostre iniziative.

Il primo febbraio inaugura il nuovo programma espositivo con “Ragazzi di stadio” la mostra di protagonista Daniele Segre. Vuoi raccontarci di più dell’artista e del tema trattato?
Sì, la mostra riunisce una serie di fotografie tratte dal libro e dai film documentari di Daniele Segre, regista originario di Alessandria (e scomparso a Torino appena due anni fa) che raccontava la realtà degli Anni Ottanta e Novanta attraverso i volti di chi frequentava gli stadi. Un reportage tra tifoserie in cui si scopre un ritratto veritiero della politica e della vita del tempo. A curare il progetto è il figlio Emanuele Segre.

Ci saranno anche libri inerenti alla mostra?
Sì, sarà disponibile la nuova edizione del libro Ragazzi di stadio, pubblicato nel 1979 e oggi introvabile, con immagini inedite e interviste originali. La mostra sarà visibile sino al primo marzo.

E nei prossimi mesi chi troveremo in vetrina?
Dopo Segre sarà la volta del fotografo Federico Ravassard con un progetto dedicato alle montagne africane, approfondendo le assonanze e le differenze con la concezione montana europea.

Autore: Valentina Muzi

Fonte: www.artribune.com, 31 gen 2026

A cura di DMF
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