L’intervista a Marcella Beccaria, curatrice della mostra e vicedirettrice del Castello di Rivoli, non si è svolta ad un tavolo, ma dentro El glaciar ido (Il ghiacciaio scomparso) prima personale museale italiana di Cecilia Vicuña (Santiago del Cile, 1948), nella Manica Lunga del Castello di Rivoli, dove è visitabile fino al 20 settembre 2026: lana […]
TORINO. Sulla crisi climatica e sulle sue conseguenze umane e ambientali: Nick Brandt (6 set 26)
Dal 18 marzo al 6 settembre 2026 le Gallerie d’Italia-Torino ospitano «The echo of our voices», ampia personale di Nick Brandt (Londra, 1964) a cura di Arianna Rinaldo. La mostra riunisce, per la prima volta in modo completo, tutti i capitoli di «The Day May Break», il progetto fotografico avviato dall’artista nel 2000 e diventato nel tempo una potente riflessione visiva sulla crisi climatica e sulle sue conseguenze umane e ambientali.
Fulcro dell’esposizione è il nuovo capitolo della serie, realizzato in Giordania su committenza di Intesa Sanpaolo. Qui Brandt ritrae famiglie di rifugiati siriani, in gran parte agricoltori, costretti a una condizione di perenne migrazione alla ricerca di territori in cui il clima consenta ancora la sopravvivenza e il raccolto. Le immagini restituiscono una precarietà sospesa, in cui l’eco delle voci individuali diventa testimonianza collettiva.
Accanto a queste opere, l’allestimento presenta i capitoli precedenti della trilogia, popolati da persone duramente colpite dal cambiamento climatico e da animali salvati dal bracconaggio. Ne emerge una narrazione coerente e struggente, in cui esseri umani e natura condividono lo stesso destino fragile, invitando lo spettatore a confrontarsi con l’urgenza del presente.
Autore: Alessia De Michelis
Fonte: www.ilgiornaledellarte.com 29 dic 2025
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