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TORINO. Sulla crisi climatica e sulle sue conseguenze umane e ambientali: Nick Brandt (6 set 26)

Dal 18 marzo al 6 settembre 2026 le Gallerie d’Italia-Torino ospitano «The echo of our voices», ampia personale di Nick Brandt (Londra, 1964) a cura di Arianna Rinaldo. La mostra riunisce, per la prima volta in modo completo, tutti i capitoli di «The Day May Break», il progetto fotografico avviato dall’artista nel 2000 e diventato nel tempo una potente riflessione visiva sulla crisi climatica e sulle sue conseguenze umane e ambientali.
Fulcro dell’esposizione è il nuovo capitolo della serie, realizzato in Giordania su committenza di Intesa Sanpaolo. Qui Brandt ritrae famiglie di rifugiati siriani, in gran parte agricoltori, costretti a una condizione di perenne migrazione alla ricerca di territori in cui il clima consenta ancora la sopravvivenza e il raccolto. Le immagini restituiscono una precarietà sospesa, in cui l’eco delle voci individuali diventa testimonianza collettiva.
Accanto a queste opere, l’allestimento presenta i capitoli precedenti della trilogia, popolati da persone duramente colpite dal cambiamento climatico e da animali salvati dal bracconaggio. Ne emerge una narrazione coerente e struggente, in cui esseri umani e natura condividono lo stesso destino fragile, invitando lo spettatore a confrontarsi con l’urgenza del presente.

Autore: Alessia De Michelis

Fonte: www.ilgiornaledellarte.com 29 dic 2025

A cura di DMF
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