CENTALLO (CN). Cappella di Santa Maria ad nives o Madonna degli Alteni
Il nome alteni significa “filari di viti”, la chiesa aveva anche altre intitolazioni. La prima attestazione è in una bolla del 1246 in cui papa Innocenzo IV confermò all’abbazia benedettina di San Dalmazzo di Pedona le sue dipendenze, e dove è indicata solo come “Santa Maria”.
Sorgeva fiori le mura e ancora in epoca medievale fu costruito uno sperone che causò la perdita delle decorazioni della parte sud dell’abside maggiore. La visita pastorale del 1664 la descrisse con un impianto a tre navate coperte da tetto, senza transetto, tre absidi semicircolari e una cripta retta da otto colonne.
Nel 1726 il Comune di Centallo decretò la costruzione dell’oratorio barocco a pianta centrale nel settore orientale della chiesa. La cripta fu interrata e le absidiole laterali furono demolite. Inoltre furono distrutti i sostegni e i muri perimetrali del corpo longitudinale furono abbassati e mantenuti come recinto del cimitero. La chiesa, sconsacrata, subì un grave degrado, soprattutto negli affreschi, quando, nel secolo scorso fu usata come fienile e cantina dell’adiacente cascina.
La facciata è stata rimodellata nel XVIII secolo; la chiesa presenta solo l’abside maggiore originaria. Esternamente, dove è rimasta la muratura antica, si nota che era abbastanza regolare e formata da ciottoli di varie dimensioni, mentre i laterizi erano solo nei dettagli architettonici e in rari corsi a spina di pesce.
Sono rimasti solo alcuni brani del ciclo pittorico quattrocentesco anche se in pessimo stato di conservazione. Gli affreschi sono concordemente attribuiti al pittore Pietro da Saluzzo, realizzati nell’anno 1438 su commissione del priore commendatario Matteo de Galateri di Savigliano dell’Ordine Domenicano.
Sono suddivisi in scomparti sormontati da motivi floreali, commentati da cartigli nella cornice inferiore, si susseguono sul muro di fronte all’attuale ingresso alla ex-chiesa. Gli episodi raffigurati sono ispirati dal Vangelo apocrifo dello pseudo Giuseppe di Arimatea. Da sinistra verso destra: la morte e assunzione al cielo di Maria, l’incontro di san Tommaso con gli Apostoli, la ricognizione alla tomba di Maria e il trasporto degli Apostoli sulle nubi. Sotto l’ultimo riquadro un cartiglio reca il nome del committente e l’anno di esecuzione.
Delimitano il settore affrescato due bande orizzontali con tondi contenenti personaggi, scudi araldici e figure di due santi entro nicchie, residuo della decorazione dell’arco trionfale, probabilmente della stessa mano. Sono presenti altri scarsi frammenti di affreschi, precedenti e successivi.
Info Comune tel. 071 211221
Indirizzo: L’edificio si trova nei pressi della stazione ferroviaria di Centallo CN.
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