SEZZADIO (AL). Chiesa di Santo Stefano o di Santa Maria di Banno
Antico monastero, molto alterato nel XIX secolo; conserva affreschi quattrocenteschi.
Documentato in una bolla del 1135 di papa Innocenzo III, in cui Santo Stefano di Sezzè viene annoverato fra i possessi dell’abbazia di Santo Stefano di Genova. Nel 1235 il monastero fu donato alle monache cistercensi di Santa Maria di Banno di Tagliolo, e nel 1244 alla presa di possesso, Santo Stefano di Sezzè cambiò nome in “Santa Maria di Banno di Sezzè”.
Nel 1469 le monache si trasferirono da Tagliolo a Sezzadio e provvidero a far affrescare la chiesa. Nel 1512 il monastero passò alla congregazione lateranense dell’ordine di Sant’Agostino e nel 1517 fu ceduto ai canonici lateranensi del convento di Santa Maria di Castello di Alessandria. Nel 1649 il monastero ritornò alla congregazione lateranense dell’ordine di Sant’Agostino, che la assegnò al convento di San Teodoro di Genova.
L’antica chiesa, per le leggi napoleoniche, fu incamerato dalla civica amministrazione del Demanio e nel 1817 passò al Comune di Sezzadio e divenne cappella del cimitero.
Nel 1863 la tenuta di Santo Stefano, con i suoi vasti terreni, fu messo all’asta e passa alla famiglia Frascara. Negli anni Trenta del ‘900, la chiesa, con annessi fabbricati fu ceduta al sezzadiese Paolo Angeleri e nel 1988 suo figlio donò al Comune di Sezzadio la chiesa di Santo Stefano e il relativo cortiletto.
Dagli anni Novanta sino al 2009 furono realizzati dal comune vari restauri dell’edificio.
La chiesa è a pianta rettangolare non regolare, coperta da una volta in muratura eseguita dai canonici lateranensi nel XVII secolo in sostituzione del soffitto in legno; vi si accede da una porta posta ad occidente sovrastata da una finestrella ad arco in arenaria decorata.
Le murature portanti sono in laterizio misto con riutilizzi lapidei e frantumi architettonici di recupero tra cui un capitello in arenaria. Nel presbiterio è presente una porta che collega la chiesa ad un cortiletto che in precedenza era adibito a chiostro, ora non più esistente.
La maggior parte degli affreschi è databile tra il 1469 e il 1483. Sulla parete di sinistra i riquadri con sant’Antonio abate e santa Apollonia; a seguire, immagini molto frammentate di un Santo guerriero a cavallo (san Giorgio?) e san Sebastiano; nel terzo riquadro ancora sant’Antonio abate e san Defendente.
Sulla parete di destra sono visibili altri riquadri affrescati, ma di cui rimangono pochissime tracce salvo un san Sebastiano ed una Madonna in trono con Bambino. Sotto alla finestra, in un ampio riquadro a finti fregi cosmateschi, troneggia una Madonna con Bambino affiancata da alcuni Santi fra i quali san Bernardo; poi un Santo diacono e l’episodio del Miracolo di san Giacomo che sostiene un impiccato: il monastero era probabilmente una tappa lungo l’itinerario del Cammino di Santiago.
Sulla parete di fondo, una Crocifissione con la Vergine e san Giovanni Evangelista incorniciati da un fregio a spirale; sul registro inferiore, molto danneggiati, figure frammentate di Santi fra cui si riconosce Santa Caterina d’Alessandria.
Indirizzo: Via Roncarino, 26. Info Comune tel. 0131.703119 https://www.comune.sezzadio.al.it/Luoghi?ID=906
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