“La carriera in arte non esiste. La può fare un ingegnere, ma un artista non fa carriera. L’arte è una religione per me e sono qui per facilitare un dialogo, per condividere con i miei colleghi: gli studenti”. Con queste parole l’artista Franko B introduce la mostra da lui curata al PAV di Torino, In […]
TORINO. Il MAO dà voce alle sue collezioni con opere d’arte contemporanea (26/04/26).
Offrire nuove chiavi di lettura ed attribuire significati inediti alle opere del patrimonio museale: è questo l’obiettivo di Declinazioni Contemporanee, il programma del Museo d’Arte Orientale di Torino di residenze e commissioni site specific rivolte ad artisti e curatori provenienti da tre continenti. Nato nel 2022 per volontà del direttore Davide Quadrio, il progetto giunge al suo terzo anno con protagonisti gli artisti Ritu Sarin assieme a Tenzing Sonam, Sunmin Park, Francesco Simeti e Lin Chi – Wei, creando un ponte tra passato e presente con lavori che indagano la memoria, il paesaggio e l’identità.
Tra le opere più significative di questa edizione (aperta fino al 26 aprile 2026) spicca l’installazione sonora di Ritu Sarin e Tenzing Sonam, allestita nella sezione tibetana e dedicata ai frammenti del monastero di Densatil, uno dei siti religiosi più importanti del Tibet, distrutto durante la rivoluzione culturale. A prendere simbolicamente la parola è Virūḍhaka, il “Re Guardiano del Sud”, figura sacra che diventa narratore del destino del monastero e del suo viaggio verso l’Occidente. L’intervento restituisce vitalità alla collezione, invitando il visitatore a riflettere sul valore spirituale e storico di questi oggetti dispersi.
Nelle gallerie cinesi, invece, Sunmin Park presenta Pale Pink Universe, un’installazione video e una serie di disegni nati dalla residenza artistica presso la tenuta di CastelGiocondo a Montalcino, nell’ambito del progetto Artisti per Frescobaldi (il progetto mecenatistico di committenze site specific ideato da Tiziana Frescobaldi e curato da Ludovico Pratesi). L’artista coreana indaga il rapporto tra natura e intervento umano attraverso immagini che oscillano tra la microscopia di un acino d’uva e la vastità del paesaggio toscano, accompagnate dalla musica di Bojan Vuletic e dai versi del poeta stilnovista Dino Frescobaldi, recitati dalla stessa artista. Le opere, esposte in dialogo con i manufatti funerari della Cina antica, entrano a far parte delle collezioni permanenti del MAO.
Chiude il percorso Francesco Simeti con Description Generale (A Historical Map of the Other), un’installazione site-specific fatta di carte da parati, tessuti e sculture luminose in vetro realizzate con WonderGlass. L’artista costruisce una “mappa dell’altro”, riflettendo sulle appropriazioni orientaliste e sulle rappresentazioni distorte dell’Asia nella storia dell’arte occidentale. L’opera, a sua volta parte della collezione permanente, diventa una riflessione visiva sul concetto stesso di confine culturale e sulla sua costante riscrittura.
Fonte: www.artribune.com 4 gen 2026
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