ACQUI TERME (AL). Acquedotto romano
Databile intorno al I secolo d.C., riforniva la città attingendo l’acqua dal torrente Erro e valicando la valle del Bormida.
L’acquedotto era lungo circa 13 km, su un percorso in gran parte sotterraneo e in parte fuori terra, con il tratto terminale sospeso, mantenendo una pendenza costante.
Attraversava il fiume Bormida su grandi archi retti da pilastri, sette dei quali oggi sono ancora visibili e ben rendono l’idea dell’originaria struttura.
I pilastri, alti circa quindici metri, sono costruiti con la tecnica dell’opera a sacco, caratteristica dell’edilizia romana, con nucleo interno di conglomerato cementizio e paramento esterno in blocchi di arenaria.
Rimangono quattro arcate intere a sesto ribassato larghe circa 7 m; alla loro sommità è situato il condotto destinato allo scorrimento dell’acqua.
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