ALESSANDRIA. Cattedrale dei Santi Pietro e Marco
L’antica cattedrale, in stile gotico lombardo del XII secolo, ingrandita nel XIII, fu abbattuta nel 1803 per esigenze militari da Napoleone Bonaparte.
Il capitolo, nel 1805, ottenne dallo stesso Napoleone la chiesa trecentesca di San Marco, per la quale fu necessaria una ricostruzione (1807-1810) su disegno dell’architetto Cristoforo Valizzone. La nuova cattedrale fu benedetta e riaperta al culto nel dicembre 1810 con il titolo di San Pietro e San Marco.
L’edificio ricostruito era di stile neoclassico, in contrasto con le parti medievali conservate; il doppio stile fu eliminato fra il 1874-1879 dall’architetto vercellese Edoardo Arborio Mella (1808-1884), giungendo all’attuale chiesa in stile bramantesco con una cupola nell’incrocio dei due bracci del transetto.
La facciata neoclassica ha colonne d’ordine corinzio. I dipinti che la abbelliscono rappresentano S. Pietro liberato dal carcere, S. Pietro riceve le chiavi, S. Pietro va incontro a Gesù sulle acque del Lago di Tiberiade, opera di Luigi Vacca di Torino (1771-1854). Nel timpano, lo stesso Vacca rappresentò l’Eterno Padre, mentre sull’attico 5 statue in marmo rappresentano il Redentore e i quattro Evangelisti. Sul lato sinistro della facciata esiste un monumento a Gagliaudo, appartenente al vecchio duomo, personaggio leggendario che durante l’assedio del Barbarossa ad Alessandria avrebbe salvato la città (1174).
Il campanile, alto 106 m, fu progettato dall’architetto Giuseppe Antonio Boidi Trotti, in stile eclettico, fu costruito a più riprese dal 1889 al 1922.
La chiesa, a tre navate, presenta un ampio presbiterio. L’attuale decorazione risale al 1926-29, opera di Luigi Morgari (1857-1935), mentre l’altare maggiore risale al 1954. Abbelliscono il presbiterio 5 vetrate istoriate (1954) che raffigurano la Vergine Immacolata, S. Pio V, S. Baudolino, S. Paolo della Croce, il Beato Gregorio Maria Grassi.
Dietro l’altare maggiore è il coro settecentesco in legno intarsiato, su cui campeggia il dipinto di Callisto da Lodi (1546) rappresentante S. Pietro tra i Santi Paolo e Giovanni Battista. La cattedrale conserva altri pregevoli dipinti cinque-seicenteschi, tra essi 9 tele di Guglielmo Caccia detto il Moncalvo.
Per approfondire la descrizione della Cattedrale e delle opere: Cattedrale ALESSANDRIA – Amato.pdf
Indirizzo: Piazza Giovanni XXIII – Alessandria
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