CELLE DI MACRA (CN), frazione Chiesa. Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista
Risale almeno al XIV secolo. Ricostruita nel Settecento, conserva pregevoli opere d’arte.
Nel 1629 il vescovo di Saluzzo Giacomo Marenco, durante la sua visita pastorale, annotò che la chiesa si componeva di due navate, delle quali solo la minore coperta da una volta.
La prima pietra della nuova parrocchiale venne posta nel 1724; l’edificio, che andò ad inglobare il campanile dell’antica chiesa, fu portato a termine due anni dopo.
Nel 1952 si provvide a restaurare gli altari e il fonte battesimale e nel 1964 a risistemare l’interno, con la sostituzione del pavimento e dei banchi.
L’interno della chiesa è composto di un’unica navata con volte a vela, un ampio presbiterio e due cappelle laterali, vicino all’ingresso. Sul lato sinistro, appena entrati, si nota il fonte battesimale attribuito alla bottega dei fratelli Zabreri.
Nella cappella di destra si trova la pala del Rosario, risalente al Sei-Settecento; a sinistra si trova invece la tela del Gonin, la quale originariamente fungeva da pala d’altare e ha così nascosto e preservato il vero gioiello di questa chiesa: il prezioso polittico di Hans Clemer, il Maestro d’Elva. Commissionato nel 1496 da Giovanni Forneris di Fiasco, probabilmente il parroco dell’epoca, l’opera composta di cinque tavole è posta in alto sulla parete absidale. Sfuggito alle razzie napoleoniche, anche se è giunto a noi senza le cornici polilobate, questo polittico di Hans Clemer è una delle sue poche opere datate.
Le cinque tavole sono dipinte a tempera all’uovo, su due registri sovrapposti: nel primo sono raffigurati, a tutta altezza, al centro la Madonna col Bambino che tiene in mano una pera; a destra san Paolo e san Giovanni Evangelista; a sinistra san Pietro e san Giovanni Battista, il quale presenta il committente in preghiera. Al di sopra dei tondi con: san Sebastiano e san Michele; al centro l’Annunciazione con l’Arcangelo e la Madonna; a destra santa Maria Maddalena e santa Caterina. Nel registro superiore, le figure sono rappresentate a tre quarti: a sinistra san Lorenzo, sant’Antonio abate; a destra santo Stefano e san Nicola di Bari con i tre bambini da lui resuscitati. Al centro due angeli sostengono un cerchio, del quale oggi restano solo le tracce dello sfondo.
Degno di attenzione anche il tabernacolo, con la sua forma a tempietto poligonale di tipo rinascimentale e i dipinti parietali posti ai lati dell’altare maggiore, realizzati nel Novecento.
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