GRONDONA (AL). La Torre del castello, che fu smontata e spostata
La torre che oggi si erge solitaria su di un rilievo è quanto resta del castello medievale di Grondona, che il 12 aprile 1934 franò, con parte del monte Asserello sull’abitato del paese, causando vittime, feriti e la distruzione di molte abitazioni.
Questo frammento di architettura militare è una torre cilindrica con un bel portale in pietra e ancora visibili tracce di un bordo ad aggetto sulla sua parte sommatale, coronamento che un tempo probabilmente sorreggeva il tavolato ligneo del cammino di ronda.
Un complesso fortificato dal X secolo era posto sul monte Assarello a presidio della valle del torrente Spinti, e apparteneva agli Obertenghi Adalbertini che successivamente lo cedettero ad altre famiglie.
Nel 1181, il Podestà di Tortona donò il monte Asserello, con l’obbligo di mantenervi un castello e di garantirne l’efficiente guarnigione, ai fratelli Pavesio che trasformarono l’esistente fortificazione in un castello dotato di mura, tre torri e una cappella. Il castello e il feudo passarono nei secoli sotto il controllo di varie famiglie, tra cui i Fieschi, i Doria e i Malaspina.
A fine Settecento, questo tipo di presidi militari aveva perso importanza e il castello fu abbandonato.
Dopo la rovinosa frana del 1934, del castello ormai restava solo una delle torri, precariamente in bilico sull’orlo della scarpata che si era formata e che incombeva sull’abitato.
All’inizio del XXI secolo, trovati i finanziamenti, si diede inizio al progetto di salvaguardare sia la testimonianza storica, sia l’incolumità dei Grondonesi: spostare la torre dalla sua pericolosa collocazione in altro luogo più sicuro.
Trovato un nuovo luogo idoneo, fu eseguito un minuzioso rilievo dell’esistente, poi si procedette ai lavori di smontaggio della torre, iniziati alla fine del 2008.
Mattoni e pietre furono numerati e collocati in sacchi, poi spostati e accuratamente ricollocati nella identica posizione dell’originale anche nella torre ricostruita, che è stata dotata, per sicurezza, di un’ossatura portante moderna collocata all’interno della muratura e non visibile all’esterno.
I lavori terminarono nel 2012, consentendo di ammirare, in sicurezza, la Torre – detta anche dei Fieschi-Doria – a 150 metri più a monte rispetto alla posizione originaria.
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