NOVARA. Castello Visconteo-Sforzesco.
Il Castello di Novara viene comunemente definito Visconteo-Sforzesco, indicando così la sua datazione al XIV – XV secolo, in realtà la sua storia si può far risalire al I° secolo d.C.
L’attuale fortificazione è costruita sull’angolo di sud-ovest della cinta muraria della città romana (I secolo d.C.).
Questa antica costruzione, realizzata con ciottoli di fiume e grandi mattoni rettangolari, che rappresentò la base su cui nel corso del medioevo sorse l’attuale Castello, sopravvive tuttora parzialmente interrata sotto il cortile centrale.
L’attuale struttura è una possente fortificazione quadrilatera con torri d’angolo circondata da un imponente fossato, con all’interno ciò che rimane dell’antico Castello ormai quasi irriconoscibile.
Il Castello infatti è costruito sull’angolo di sud-ovest della cinta muraria dell’antica città romana, ma non si hanno certezze sulla data della sua effettiva costruzione.
Nel 1272, Francesco Torriani, podestà di Novara e fratello di Napoleone della Torre, signore di Milano, fece costruire una torre con recinto, all’interno del quale vi erano alcuni edifici di proprietà della famiglia vercellese dei Tettoni di cui restano visibili solo tracce delle fondamenta originarie.
La struttura, chiamata Turrisella, era un luogo fortificato per il controllo politico della città.
Nel 1293, il Castello passa alla famiglia Visconti e Matteo Visconti fa eseguire importanti interventi di fortificazione che incorporano la torre originale ribattezzata “La Mirabella”.
Il castello, più volte modificato, mantiene la funzione originaria di struttura militare-amministrativa di dominio della città di Novara (di questo castello Visconteo oggi rimane solo la cosiddetta Rocchetta).
Nel 1447, alla morte di Filippo Maria Visconti, il controllo del ducato che comprendeva, oltre a Novara, Milano, Pavia, Como, Lodi, Crema, Piacenza, Parma, Asti, Alessandria e Tortona, passa alla figlia Bianca Maria e per essa a suo marito Francesco Sforza ed alla sua famiglia.
Nel 1468 il duca Galeazzo Maria Sforza dispone un imponente intervento di ricostruzione, inglobando le strutture precedenti all’interno di una grande struttura quadrangolare.
Nel 1476, Galeazzo Maria Sforza viene assassinato e, in ricordo del duca, la moglie Bona fa apporre sulla seconda porta d’ingresso al castello, uno stemma ducale, scolpito in marmo di Carrara, con la scritta: “GALEAZ MARIA SFORTIA VICECOMES DUX MEDIOLANI QUINTUS AETATIS ANNORUM XXXII” che in parte ancora si conserva sull’attuale ingresso del castello.
Verso la metà del Cinquecento, l’amministrazione spagnola del Ducato di Milano decide di rafforzare il confine occidentale dello stato, utilizzando Novara come principale piazzaforte, ed essendo il castello degli Sforza ormai inadeguato alle esigenze della guerra dell’epoca, dota Novara di bastioni e baluardi difensivi.
Il risultato fu una struttura bellica molto più estesa ed articolata dell’originale, all’interno della quale il castello assumeva il ruolo di centro di comando della guarnigione.
L’evoluzione dell’arte della guerra, che rende praticamente inservibili le fortificazioni, porta a rivedere le funzioni della fortezza, tanto che, secondo il progetto approvato nel marzo 1788, il bastione ad est del castello viene trasformato in pubblico passeggio ed il baluardo di S. Giuseppe in giardino.
A partire dal 1803, il municipio propone di trasferire le pubbliche carceri dal palazzo Pretorio al castello, che, oltre che a presidio, era stato destinato a carcere militare.
Nel 1876, l’unico torrione superstite (Turrisella), posto sul lato Nord-Est, viene parzialmente demolito e riadattato per collocarvi una vedetta del carcere.
Il 3 gennaio 1973, cessa l’attività carceraria con il trasferimento dei detenuti nella nuova sede ed il castello da proprietà del Demanio dello Stato passa all’amministrazione municipale di Novara.
Il Comune, dopo alcuni anni di inutilizzo, negli anni Ottanta, fa abbattere all’interno delle mura edifici e strutture intrusive prive di qualità architettonica, sgombrando il cortile per il recupero del complesso.
Il progetto di restauro e ricostruzione, avviato nel 2003, ha portato alla riapertura del complesso nel gennaio 2016.
Indirizzo: Piazza Martiri della Libertà 3 – Novara
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