PARODI LIGURE (AL). Ex chiesa dell’antico monastero di San Remigio
Nel 1033 il marchese Adalberto, di stirpe obertenga, e sua moglie Adelaide conferirono ai monaci di Santa Maria di Castiglione (Parma) questa zona, insieme a molte altre terre. L’area era in uno stato di povertà e di abbandono e, come rivela l’origine del nome, paludosa.
I monaci Benedettini bonificarono la valle dell’Albedosa e costruirono il Monastero, la cui esistenza è attestata in due bolle papali del 1143 e 1144. Nel 1188 S. Remigio aveva già come sua dipendenza la vicina Chiesa di S. Stefano e in pochi anni nel territorio circostante si erano formate comunità agricole. Il complesso di S. Remigio accrebbe rapidamente la sua importanza, come testimoniano le controversie che si ebbero sia tra i comuni di Genova e Tortona, sia tra le rispettive diocesi. I legami con S. Maria di Castiglione si affievolirono e diventarono sempre più stretti quelli con Genova. Nel 1387 la chiesa era già Parrocchia, compresa nel Vicariato di Gavi.
Nei secoli seguenti influenti famiglie genovesi se ne contendevano il priorato. Nella seconda metà del secolo XVII l’antico cenobio fu adattato ad abitazione del parroco e i beni del vecchio Monastero furono alienati.
All’inizio del XIX secolo, per l’aumento della popolazione parrocchiale, la chiesa fu ampliata con l’aggiunta di due navate laterali, ma iniziò anche il declino. Da tempo la popolazione di Parodi ne lamentava la scomodità per la ripida salita verso il paese e l’attraversamento del torrente Albedosa non sempre agevole. Quindi nel 1845 i parodesi ottennero l’innalzamento a parrocchia della loro cappella di San Rocco, sita nell’abitato di Parodi (poi ricostruita nel 1852 come parrocchiale dei SS. Rocco e Sebastiano), e San Remigio rimase utilizzata solo per le zone a Est (Cadepiaggio e nuclei limitrofi) ancora per un secolo circa. Nel 1959 una nuova chiesa parrocchiale costruita nel borgo di Cadepiaggio, intitolata ai SS. Remigio e Carlo, soppiantò definitivamente San Remigio anche per la frazione.
Da quel momento il declino, anche strutturale, fu molto rapido. La Diocesi genovese non ritenne di fare investimenti conservativi e l’edificio, già diroccato, vide il crollo della volta della navata centrale nel 1982.
L’edificio religioso, ormai sconsacrato, fu donato nel 1984 al Comune di Parodi Ligure che seppe trovare i mezzi e il modo per impostare un adeguato restauro e dal 2010 l’ex Monastero è fruibile per attività culturali come concerti, mostre d’arte e spettacoli teatrali.
Oggi la Chiesa, con ingresso principale assiale in facciata e due ingressi laterali dal cortile, presenta tre navate: la centrale di larghezza maggiore è suddivisa da quelle laterali da pilastri cruciformi. La parte dei prospetti sottostante la torre campanaria è certamente la più antica, alle pareti emergono alcune forme architettoniche che risalgono alla fase iniziale di fondazione del complesso architettonico. La navata centrale è conclusa da un’abside a pianta semicircolare preceduto da un profondo presbiterio; sulle pareti longitudinali del presbiterio si aprono i collegamenti con le due sacrestie, quella di destra più antica, quella di sinistra costruita nel XX secolo. Le navate laterali sono illuminate da finestre pluricurve e in corrispondenza dell’arcata di maggiori dimensioni la continuità lineare dell’andamento murario è interrotta da due cappelle laterali a pianta quadrangolare che dilatano lo spazio interno.
Info presso il Comune, tel. 0143 681105.
Indirizzo: fuori dall’abitato, Strada Provinciale 168 – Parodi Ligure AL
Spostati sulla mappa per visualizzare le altre schede.



