FacebookInstagram

SPIGNO MONFERRATO (AL). Resti dell’Abbazia di San Quintino

Punto di forza

Del vasto complesso abbaziale rimane solo l’impianto esterno della chiesa, caratterizzata da una impronta romanico-borgognona.

La facciata a capanna con due spioventi e piccola vela campanaria al colmo del timpano, con il portale murato, conserva due monofore e un campaniletto a vela sulla sommità; risulta scandita da una rigida ripartizione della superficie che conferisce continuità con i fianchi. La distribuzione delle lesene denuncia una chiara corrispondenza strutturale con l’organizzazione interna dello spazio ed è quindi possibile supporre un interno originariamente a tre navate con volte a crociera.
Non visitabile all’interno che è diviso in due piani e adattato ad abitazione; nel sottotetto, in corrispondenza della parete d’ingresso, si trovano tracce, in pessime condizioni, di un affresco ottoniano rappresentante il Giudizio universale; sul lato interno della parete destra sono visibili due figure frammentarie, pitture databili al secolo XI, opera di un artista di grande qualità, forse milanese. Nell’edificio vi sono ancora la cripta e lapidi romane e rinascimentali.

Il monastero di San Quintino di Spigno fu fondato nel 991 da Anselmo, figlio del marchese Aleramo, e dalla moglie, la contessa Gisla. La distruzione dell’abbazia del Salvatore a Giusvalla (SV) da parte dei Saraceni, spinse gli aleramici a riedificarla nella più favorevole posizione di Spigno Monferrato, sotto il titolo di San Quintino, con lo scopo di contrastare le scorrerie e di offrire un rifugio ai pellegrini sulla via Savona-Acqui.
L’abbazia fu dotata di molti beni e fu protetta per lungo tempo dalla famiglia Del Carretto. Nel 1500 una bolla del papa Alessandro VI la destinò alla mensa vescovile di Savona, allora retta dal cardinale Giuliano della Rovere, in seguito all’abbandono da parte dei monaci benedettini avvenuto qualche anno prima. Essa restò di proprietà episcopale sino alle campagne napoleoniche in Italia del 1796, durante le quali venne in gran parte distrutta, i beni incamerati e dispersi attraverso vendite e la chiesa ridotta agli usi liturgici solo per un minimo spazio.
Dopo il 1815, i beni dell’abbazia tornarono nelle mani della curia, ma a metà Ottocento il demanio del Regno di Sardegna acquisì l’intera proprietà che fu venduta all’asta.
Ciò che restava della medievale struttura e della chiesa fu quindi comprato da privati che convertirono il sito in abitazioni e l’edificio della chiesa ora risulta inglobato nelle strutture di una casa colonica.

 

La proprietà è privata e non accessibile al pubblico. Visibile solo esternamente.
https://archeocarta.org/spigno-monferratoalabbazia-di-san-quintino-e-altri-edifici-medievali/
Indirizzo: Regione Abbazia Nuova – Spigno Monferrato AL

Data compilazione scheda: 1 aprile 2026
A cura di AC
CONDIVIDI SU
Visualizzazione di 20 schede relative a luoghi di interesse visibili nell'arco di 5 km dalla località di partenza.
Spostati sulla mappa per visualizzare le altre schede.