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BAGNOLO PIEMONTE (Cn). Castello Malingri.

L'affresco della dama
Punto di forza

Oggi questa è una delle poche fortezze medievali del Piemonte ad avere conservato le sue originali caratteristiche.

La costruzione del Castello è probabilmente anteriore al mille. I più antichi Signori di Bagnolo furono gli Albertini o Albertenghi che nel 1200 vendettero il Castello di Racconigi alla Marchesa Adelaide di Susa.
Nel 1219 il borgo di Bagnolo fu distrutto, per vendetta, dai vercellesi; allora era popoloso e sorgeva, da antica data, alle falde del Castello che lo proteggeva e si estendeva nei prati sottostanti ed era fortemente difeso dal torrente e da palizzate, là dove tuttora sorge il Palazzo Malingri.
La storia del Palazzo e del Castello è legata in buona parte a quella del borgo. Nel 1293 si stabilì di trasferire il borgo dalle falde del Castello verso il piano, ma tale trasferimento non si eseguì perché questo luogo era reputato insicuro e non protetto dal Castello.
La discesa al piano ebbe inizio solo nel XVI secolo, sotto l’energica ingiunzione del Duca Emanuele Filiberto e del suo feudatario Malingri, che acquistò i territori dell’antico borgo.
Nella guerra per la signoria del marchesato di Saluzzo, nel secolo XVI, il Castello venne in parte demolito dai Francesi.
Mentre il Castello-forte e le mura conservano ancora i caratteri alto-medioevali, sono invece scomparse quasi del tutto le tracce dell’Antico Borgo.

Il castello era costituito in principio da un corpo principale ad un piano e dalla torre, legati fra loro da un passaggio aereo in legno.
Alla fine del ‘300 fu costruita la torre delle scale ed eseguito l’affresco della Dama sul portale d’ingresso.
Nei secoli successivi fu sopraelevato fino all’attuale ultimo piano ed ornato di merlature ghibelline (di cui si vedono ancora tracce all’interno della sala centrale) e del cammino di ronda in pietra, ed al piano terra fu rinforzato con imponenti “barbacani” (mura in pietra che si allargano verso il basso).
Il castello, cessata la funzione militare e difensiva, fu usato come edificio rurale. Tutti gli edifici in pietra sono stati recuperati e restaurati dall’attuale proprietario, mantenendone le caratteristiche e, ove possibile, le destinazioni.
Oggi questa è una delle poche fortezze medievali del Piemonte ad avere conservato le sue originali caratteristiche.

Tre ordini di mura di difesa circondavano il Castello: il primo al piano della corte interna; il secondo, di cui restano vestigia a nord verso il bosco; il terzo di cui rimane un tratto che termina con un portone ad arco a fianco della Cappella dell’Immacolata (1700) e che si pensa arrivasse a racchiudere con una torre di guardia l’attuale cascina Castellino, molto più in basso.
Notevole la torre cilindrica che contiene la scala, opera di grande maestria costruttiva: edificata in pietra, sale a spirale attorno ad un pilastro centrale di mattoni sistemati a formare una colonna dal diametro di circa 90 cm.
Il piccolo portale d’ingresso della torre è di legno ed è sormontato da un affresco, recentemente restaurato, di non certa identificazione, realizzato probabilmente alla fine del 1300. Si notano in alto, a destra e a sinistra, i due stemmi Savoia e Acaja che la dama tiene sollevati con le mani aperte; lo è stile simile a quello degli affreschi del Castello di Manta e simboleggia probabilmente una unione matrimoniale od una alleanza fra le due casate.

Info:
Sulla cima del colle, Via Palazzi. L’edificio è di proprietà privata; e-mail: mail@castellodibagnolo.it, tel. 0175.391394, 335.5244080

Fonte: 
https://www.archeocarta.org

Data compilazione scheda: 11 marzo 2026
A cura di DMF
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