CARRU’ (CN). Chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta
L’originario luogo di culto nell’abitato di Carrù, dedicato alla Beata Vergine Maria, sorse nel Duecento, e in esso furono spostate le funzioni parrocchiali dall’antica Pieve di San Pietro.
Questa struttura fu modificata tra i secoli XVI e XVII; nel Seicento fu condotto un rifacimento su disegno dell’architetto Giovenale Boetto.
All’inizio del XVIII secolo si decise di costruire ex novo la chiesa e il progetto venne affidato a Francesco Gallo (1672 – 1750). La prima pietra fu posta nel 1703; nel 1708 si portò a termine il campanile, mentre la chiesa fu ultimata e consacrata nel 1774.
La facciata a salienti della chiesa, rivolta a ponente, è suddivisa da una cornice marcapiano in due registri, entrambi scanditi da lesene; quello inferiore, più largo, presenta centralmente il portale d’ingresso e ai lati due nicchie, mentre quello superiore è caratterizzato da una finestra e coronato dal timpano triangolare.
Annesso alla parrocchiale è il campanile a base quadrata, la cui cella presenta su ogni lato una monofora a tutto sesto ed è coronata dal tamburo sorreggente la guglia.
L’interno dell’edificio si compone di un’unica navata, sulla quale si affacciano le cappelle laterali introdotte da archi a tutto sesto e le cui pareti sono scandite da lesene sorreggenti la trabeazione sopra cui si imposta la volta; al termine dell’aula si sviluppa il presbiterio, chiuso dall’abside quadrata.
La chiesa contiene pregevoli opere d’arte, affreschi e quadri.
Prima Cappella a sinistra: sull’altare di S. Caterina, tela raffigurante lo Sposalizio mistico della Santa con il bimbo Gesù. Ad eseguire l’opera, nel 1751, fu il pittore Cristino Martini membro della omonima famiglia carrucese committente.
Seconda cappella sinistra: altare della Madonna del Rosario; tela dedicata alla Madonna del Rosario tra santi di Bartolomeo Guidobono (1654 – 1709), con datazione anteriore al cantiere del Gallo, forse proveniente dalla chiesa precedente.
Terza cappella sinistra: altare di Sant’Antonio abate, un tempo di patronato della famiglia Manfredi, concesso in seguito alla Compagnia delle Figlie di Maria. Nella nicchia statua lignea del XVIII raffigurante la Vergine.
Seconda cappella a destra: altare delle Anime con tela raffigurante le Anime del Purgatorio .
Terza cappella a destra con altare di S. Stefano (patronato Lubatti) e statua di s. Giuseppe con il bambino Gesù.
L’affresco del presbiterio di Giuseppe Dallamano è realizzato tra il 1750 e il 1751 e inaugura la stagione della grande decorazione barocca della chiesa, che culmina negli anni sessanta del secolo col Milocco. Sulla parete di fondo risalta il quadro dell’Assunta che è una copia del dipinto di Tiziano a Venezia; sul cupolino del presbiterio angeli musicanti e putti festosi sostengono ghirlande floreali e inneggiano al nome di Maria.
Sempre nel presbiterio, nella parete di destra guardando l’altare maggiore si ha l’affresco dell’Ultima Cena del torinese Michele Antonio Milocco (1690 – 1772); a sinistra la Natività del pittore Pietro Dalle Ceste (XX sec.).
Nel corso dell’Ottocento, all’interno della chiesa, si succedettero numerosi interventi: a metà del secolo, L. Hartman e P. E. Morgari dipinsero l’Empireo nella grande cupola centrale con un manto stellato in parte sollevato su una visione paradisiaca, dove tra un turbinio di angeli e putti la Vergine accoglie gli omaggi di Carrù, che offre prodotti della terra in sembianze femminili. Nel quarto decennio dell’Ottocento fu realizzata dal saviglianese Gardet la balconata per l’organo e il coro, un’opera lignea con parti scolpite e dipinte, che è sistemata sopra la bussola del portone d’ingresso. Le pareti della sacrestia sono rivestite interamente da raffinati mobili in noce disegnati nel 1782 dal conte Filippo Nicolis di Robilant.
Indirizzo: Piazza Caduti Liberazione – Carrù CN
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