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MONTEROSSO GRANA (CN). Cave di ardesia

Nei valloni di Frise e San Pietro vi erano 11  cave di ardesia di ottima qualità, attive con manodopera locale, i “Laouzatìe”.

Le lastre in pietra, dette “lose”, a partire del XVII secolo iniziarono a sostituire la paglia nella copertura dei tetti; la cava nota come “Laouzet”, fino al 1750 fu sfruttata solo per esigenze locali; dal 1778 la prima grande commercializzazione di lose fuori dal comune, per il tetto della Parrocchiale a Caraglio.

Nel 1850 si aggiunse un nuovo sito estrattivo, la “Ruero di Frise”, che in pochi anni divenne il principale anche grazie alla possibilità di trasformare le cave a cielo aperto in miniere in galleria.

Negli anni ’50 del secolo scorso si ebbe la massima fioritura delle attività, che iniziò a decrescere con l’emigrazione dei giovani. L’estrazione cessò nel 1983-84.

I siti conservano resti di archeologia industriale montana, come i binari e i tracciati delle vecchie teleferiche, ed sono al centro di progetti culturali e di land art, tra cui l’opera “Sulla Via del Ritorno” dell’artista Johannes Pfeiffer e il progetto documentaristico/artistico Pèire que préiquen , per approfondire: https://www.terradelcastelmagno.it/peire-que-preiquen/

Oggi le cave si possono visitare con un trekking ad anello che parte dalla frazione Villa San Pietro. Vedi  https://www.piemontego.it/itinerari/monterosso-grana-cn-percorso-delle-cave-di-ardesia

Data compilazione scheda: 30 ottobre 2026
A cura di AC
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