NIELLA TANARO (CN). Chiesa parrocchiale di Maria Vergine Assunta
La chiesa è di origini molto antiche; documenti risalenti all’anno 901 ne testimoniano già la presenza. Citata in un diploma del 1041: “titulo Nigella cum Castro et capellis”.
Riedificata nel XIII secolo in semplici forme romaniche, aveva due navate, di cui la maggiore con abside rotonda, mentre la minore aveva una terminazione piana. Era lunga cinque campate e terminava all’altezza del campanile posto sulla destra. Probabilmente non aveva volte e, a destra dell’abside, vi era una piccola sagrestia. Successivamente fu costruita l’altra sagrestia a sinistra dell’abside; entrambe vennero affrescate nel XV secolo.
Parte degli affreschi furono successivamente ricoperti da intonaci, che li salvarono dall’incendio del 1911. Nel XVIII secolo fu aggiunta la navata destra, la facciata fu dedemolita e la chiesa prolungata in avanti di due campate; furono erette le volte e soprelevato il campanile.
Alla fine del XIX secolo fu edificata la nuova facciata, in stile eclettico; fu decorato l’interno e fu costruita, sul lato sinistro, la colossale cappella-santuario di Nostra Signora del Sacro cuore (1899).
A testimonianza dell’origine romanica della Parrocchiale è rimasta l’abside in cui si leggono all’esterno le diverse fasi costruttive. La parte basamentale è romanica, in blocchi squadrati di pietra arenaria; vi si aprono tre monofore strombate con arco monolitico e termina con una cornice sporgente. La parte superiore risale al XVIII secolo ed è in pietra di spacco molto irregolare.
Il campanile è un robusto torrione quadrato di pietrame a spacco e laterizi di recupero, che sale pieno sino alla cella campanaria.
Nel portale maggiore è stato murato l’antico architrave della chiesa romanica, che era posto tra la porta e la lunetta. Attualmente l’interno della chiesa è a tre navate di sette campate, con volta a botte unica.
Nella sagrestia di destra si conserva la testimonianza artistica più pregevole dell’edificio: gli affreschi tardo-gotici, risalenti alla seconda metà del sec. XV, di autore ignoto e restaurati nel 1991. La lunetta superiore rappresenta la Crocifissione: al centro della scena Gesù Crocifisso, con gli angeli che raccolgono in calici il sangue che sgorga dalle ferite, tra i due ladroni (il cattivo ladrone Gestas, al quale un diavolo estrae l’anima dalla bocca ed il buon ladrone, Dysmas). A destra del Cristo la Madonna viene consolata dalle pie donne. Ai piedi della Croce, sono raffigurati da destra a sinistra, il guerriero Longino con le mani giunte, Stephanon con la spugna infissa sulla canna, la Maddalena e s. Giovanni in preghiera. A sinistra una movimentata folla di personaggi: i farisei, riconoscibili dalla barba e dagli eleganti copricapo, alcuni guerrieri con le armature ed altri cavalieri. Sulla folla sventolano gli stendardi con la X, simbolo del Cristo (per alcuni studiosi potrebbe invece celare l’autografo di J. Jaquerio, con due J incrociate). Da notare la tecnica di esecuzione a rilievo (colatura di gocce di calce calda) del bianco degli occhi di alcuni personaggi in primo piano e delle bardature dei cavalli.
Nella parte inferiore gli affreschi sono stati rovinati ed in parte distrutti in seguito alle modifiche strutturali subite dalla chiesa; a sinistra restano la testa e la mano di san Domenico, a destra san Michele Arcangelo.
Nelle figure ai piedi della Croce l’espressività dei volti e la volontà di individuazione delle varie fisionomie richiamano la jaqueriana Salita al Calvario nella sagrestia di Ranverso; un ulteriore elemento di somiglianza è dato dalla presenza, come a Ranverso, dell’immagine dello scorpione, simbolo dei nemici di Dio, in un vessillo.
Nella sagrestia di sinistra l’unico affresco rimasto raffigura Cristo nel Sepolcro o Cristo di pietà. Oltre la croce, vi sono diversi simboli della Passione: la corona di spina, il martello, la lancia, i flagelli, i chiodi, il bastone con la spugna, i dadi, le tenaglie, la brocca.
Curiosi i graffiti lasciati dai fedeli (ricorre frequentemente il cognome “Giacherio“), con datazioni dal 1500 al 1700, con un’originale preghiera in basso a destra. L’immagine, risalente alla seconda metà del XV secolo, ricorda nell’iconografia l’analoga figura affrescata da Jaquerio nella parte inferiore della parete destra del presbiterio nella Precettoria di S. Antonio di Ranverso.
Info: Parrocchia tel. 0174 226123
Indirizzo: Sul poggio nella parte nord dell’abitato, nei pressi del castello, Via XX Settembre 212 – Niella Tanaro CN.
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