ORMEA (CN). Chiesa parrocchiale collegiata di San Martino
L’edificio fu iniziato nel 1300, terminato verso la metà del1400, consacrato dal vescovo di Alba nel 1490. Mancavano il coro dietro il presbiterio e le due cappelle che lo fiancheggiano: dal 1602 al 1630 si tagliò il monte alle spalle della chiesa e si costruirono l’abside poligonale e le due cappelle di testa delle navate.
La chiesa fu costruita inglobando una antica TORRE-PORTA risalente al X secolo che era posta sulla strada che univa il Piemonte a Oneglia. La porta, costruita in pietra grigia locale, aveva un arco ogivale all’esterno ed un arco a tutto sesto all’interno e conservava il selciato della strada ad un livello molto più basso dell’attuale. La porta, antistante la navata centrale, fu modificata per diventare campanile della chiesa: venne soprelevata e completata con la cuspide poligonale, furono aperte monofore e bifore, fu ornata di archetti pensili. Nel 1800 la torre campanaria fu affiancata dai prolungamenti anteriori delle navate laterali e fu costruita una nuova facciata in cui si aprono solo le porte laterali, perché la parte centrale è ostruita dalla torre.
La chiesa ha il consueto schema a tre navate, senza transetto, con cupola ottagonale a tiburio sul presbiterio. Le navate laterali sono coperte da crociere quadrate, quella centrale da una lunga volta a botte. L’edificio presenta due caratteristiche eccezionali: la navata centrale è di larghezza minore della laterali, forse per la preesistenza di un’altra chiesa; l’altra anomalia è l’allargamento delle navate laterali procedendo dall’ingresso verso il presbiterio: non è percepibile a occhio, si coglie solo nella pianta, ma crea un effetto prospettico di riduzione della lunghezza della chiesa. Non si sa se fu voluta per equilibrare la lunghezza dell’edificio rispetto alla sua larghezza, oppure se fu causata da imprecisioni della costruzione medievale.
All’interno, durante i restauri del 1971, sono affiorati resti di affreschi. Nella fascia in basso, attribuita al Maestro di Bastia di Albenga, sopra grossi fiori con medaglioni del Cristo di Pietà e alcuni Santi si legge la data del 1397: sono sicuramente gli affreschi più vecchi della val Tanaro.
Al di sopra, della seconda metà del XV secolo, al centro un Cristo Pantocratore nella mandorla e scene dalla vita di san Martino recentemente attribuite al pittore Giovanni Canavesio.
Trasformata in epoca barocca conserva alcuni pregevoli altari. Nell’altare della cappella del suffragio la pala con una suggestiva Crocifissione è attribuita Giuseppe Caccia detto il Moncalvo.
Indirizzo: Via Roma 175 – Ormea CN
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