POGNO (NO). Chiesa di San Bernardo di Chiaravalle
“L’oratorio di San Bernardo di Berzonno è posto sopra la piazza di detto luogo, fatto a volta, con il choro voltato verso mattina, coperto di piode, sopra il quale vi è un campaniletto con una campanella di rubbi 4.” Così è descritto nel registro degli inventari parrocchiali del 1677.
La costruzione dell’Oratorio, deve risalire ad almeno un secolo prima del 1677, era destinato a luogo di preghiera lungo la Strada della Cremosina allora transitante per l’abitato di Berzonno. E’ attualmente dedicato a San Bernardo abate di Chiaravalle, dottore della Chiesa.
L’Oratorio era una semplice costruzione abitualmente non dedicata al culto. La Messa, non vi veniva celebrata se non in circostanze eccezionali, ma serviva da luogo di riferimento e di preghiera per le genti di Berzonno e Torlacqua.
Il già segretario e discepolo di San Carlo Borromeo, il Venerabile mons. Carlo Bascapè, Vescovo di Novara e grande riformatore della Chiesa Novarese, nella sua visita pastorale del 14 ottobre 1594 prescrisse: All’altare di San Bernardo di Barzogno si provvegga d’uno pallio almeno di corame lavorato et una croce d’ottone e intanto non si celebri sopra…Si rimuova il muretto che è sopra l’altare che serve q.m scahello et in cambio se ne faccia un altro…
L’oratorio non doveva disporre di molte suppellettili, mancava il pallio cioè il rivestimento di stoffa pregiata o di metallo che ricopre la parte anteriore dell’altare. Il Vescovo Bascapè in occasione di una sua visita prescrive che almeno se ne faccia uno molto più rustico ma anche più economico, di cuoio. Prescrive altre migliorie come una croce d’ottone presumibilmente al posto di una di semplice legno e un sedile di legno lavorato al posto di uno scomodo muretto.
Prima del 1617, venne rifatto il tetto a piode, nell’ancona posta sopra l’altare era raffigurato San Francesco, ma dopo la canonizzazione di San Carlo Borromeo , venne commissionata una nuova pala d’altare. Fu finanziata dagli abitanti di Berzonno emigrati nei territori della Serenissima repubblica di Venezia, in particolare a Brescia e rappresenta la Beata Vergine Maria in trono, circondata da angeli e con il Bambino sulle ginocchia, sotto, in piedi oranti, San Bernardo e San Carlo.
San Bernardo è raffigurato in abiti di abate e reca in mano un libro e una catena che imprigiona un demonio. Il quadro, restaurato nel 1993, reca la scritta:
LI BENEFATORI DA BRESCIA
ANO FATO QUESTA OPERA
DI CARITÀ MDCXX
Prima del 1677, venne realizzata la sacrestia verso mezzodì. Per almeno due secoli, dopo le visite pastorali, i vescovi prescrissero di abbattere gli alberi che dal cortile confinante con il lato nord, protendevano i loro rami verso l’oratorio minacciandone la stabilità, arrecando umidità e danneggiando la copertura. Un’altra costante preoccupazione vescovile erano le finestre, non adeguatamente protette, permettevano agli uccelli di nidificare e svolazzare all’interno provocando non pochi disagi.
L’Oratorio ha tre lati che danno sulla strada e quello settentrionale che dà su un cortile. La facciata, rivolta a occidente, è semplice, ha una struttura a capanna con due spioventi, sormontata da una croce di cemento e con due pinnacoli laterali. Non c’è portico, la porta principale, contornata di granito è impreziosita superiormente da una lunetta che reca l’immagine di San Bernardo, ha ai lati due finestrini protetti da una grata, che un tempo consentivano ai viandanti la vista dell’interno dell’Oratorio che veniva aperto solo in speciali occasioni. Sopra il portale, in epoca successiva, fu aperta una finestra a lunetta oggi protetta da una vetrata policroma.
Nella parete volta a mezzogiorno, si apre una porta laterale e in alto due finestrini danno luce all’interno.
Indirizzo: Via Pogno 1 – Pogno (No)
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