PONTECURONE (AL). Torre civica medievale
A pianta quadrata in mattoni a vista, risale al XIII-XIV secolo, ma l’origine non del tutto accertata: secondo alcuni è avanzo del duecentesco castello; per altri fu fatta costruire da Gian Galeazzo Visconti nel 1392 insieme ad altre fortificazioni per meglio difendere Voghera.
Fu modificata in seguito nella copertura e con l’inserimento dell’orologio.
Il primo nucleo abitato di Pontecurone s risale all’epoca augustea con il rifiorire della Via Postumia (collegava Piacenza a Genova passando per Voghera, Tortona e Libarna), nelle vicinanze dell’importante guado sul torrente Curone e la romanità del borgo è confermata dal suo stesso impianto urbano tracciato con grande regolarità quasi a scacchiera con il cardo massimo che si interseca con il decumano nel punto in cui poi si formò la piazza principale che fronteggia la Torre civica.
Nel 962 Ottone I donò al monastero pavese di San Pietro in Ciel d’Oro alcuni possedimenti tra i quali anche la località Ponte Coironum: è questa la prima testimonianza scritta dell’esistenza di Pontecurone.
Nel 1155 Federico Barbarossa discese in Italia, assediò Tortona e, sapendo che la città si sarebbe dovuta arrendere per la sete, si ritirò, in attesa, a Pontecurone che in quel tempo faceva parte del comitato di Tortona. Tortona prima, e Pontecurone poi, furono distrutte e il Barbarossa prima di lasciare queste terre ordinò – secondo una tradizione locale – che in Pontecurone fosse costruito un palazzo imperiale in memoria sua e delle sue vittorie: a questo ipotetico edificio apparterrebbe una finestra gotica ancora superstite e visibile in Via Emilia, 21.
Indirizzo: Via Roma, 47 / Piazza Matteotti
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