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SANTA MARIA MAGGIORE (VCO). Chiesa di Santa Maria Assunta

Punto di forza

Intorno al IV-V secolo, grazie al Capitolo di Domodossola, fu edificata un’unica pieve per tutte le piccole comunità della Valle Vigezzo. L’edificio, al tempo poco più di una cappella, fu costruito in un luogo disabitato al centro della valle in una zona che però era anche insicura per le frequenti alluvioni. Di conseguenza, dal Mille in poi, le singole comunità via via diventarono parrocchie indipendenti edificando una chiesa propria.

Alla fine del secolo XI o all’inizio del XII, la chiesa fu ricostruita, o ampliata, in stile romanico, come si desume anche da alcuni elementi architettonici superstiti: il campanile (probabilmente l’edificio più antico della Valle) e alcuni altri resti (una colonna, un orso e un serpente a due teste in pietra ollare, un rosone). Solo nel secolo XIII sorsero le prime abitazioni attorno alla chiesa.
Una successiva ristrutturazione della chiesa effettuata nel 1500 da maestranze lombarde aggiunse alcune finestre dalle eleganti cornici,
Tra il 1733 e il 1742 la popolazione decise il completo rifacimento della parrocchiale, finanziato per lo più da Giovanni Paolo Femminis, come ricorda un suo ritratto sopra la porta della sacrestia. Fu consacrata da mons. Aurelio Balbis Bertone, vescovo di Novara, nel 1770.

La facciata, costruita in blocchi di pietra a vista, ha un ampio portico dove sono presenti elementi dell’antica chiesa romanica: una serie di archetti pensili che sottolineano il timpano, sostenuti da pilastrini decorati con motivi geometrici scolpiti, e una grande finestra a rosone

L’interno della chiesa è ad una sola navata, con colonne di ordine corinzio.
L’altare maggiore, in marmo di Carrara, sorregge una statua del Redentore ed è circondato da un coro in noce del 1768. Nel catino absidale Giuseppe Mattia Borgnis di Craveggia (1701 – 1761), affrescò il Tripudio di Maria Santissima in Cielo, e nella cupola centrale la Gloria di Maria in Cielo, affresco composto da più di quattrocento figure.
Lorenzo Peretti di Buttogno realizzò, intorno alla metà dell’Ottocento, gli affreschi del catino del portico di facciata con l’Assunzione della Vergine (1840). Cristoforo Spigaglia, invece, realizzò le figure in monocromo delle volte e delle pareti interne (1846).

Varie sono le cappelle laterali. A destra dell’altare maggiore si trova l’altare del Santissimo Crocifisso, l’altare della Madonna del Rosario e l’altare della Madonna di Re. Quest’ultimo accoglie una pala del Borgnis raffigurante la Madonna del Sangue.
A sinistra dell’altare maggiore ci sono l’altare dell’Arcangelo Raffaele, l’altare di San Carlo Borromeo, contenente la reliquia del Santo, fortemente voluta dal feudatario della valle, il conte Carlo Borromeo nel 1628, e l’altare della Vergine Immacolata.
Accanto alla porta d’ingresso si trova un fonte battesimale in serpentino.


Il piccolo oratorio di San Giovanni Battista, un tempo sede della Confraternita del SS. Sacramento, fu eretto nel 1581 con ingresso sul porticato della chiesa parrocchiale. Durante la ricostruzione di quest’ultima, intorno alla metà del Settecento, l’oratorio fu demolito per ingrandire la navata e ricostruito addossato al perimetro settentrionale, dirimpetto alla sacrestia. Il nuovo edificio, grazie alle sue ridotte dimensioni, è utilizzato tuttora per le celebrazioni nel periodo invernale.

 

Indirizzo: Piazza Risorgimento – Santa Maria Maggiore VCO

Data compilazione scheda: 26 maggio 2026
A cura di AC
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