FacebookInstagram

TREVILLE (AL). Chiesa parrocchiale di Sant’Ambrogio

Punto di forza

La parrocchiale settecentesca sorge su un poggio in un punto molto panoramico.

La prima citazione di una chiesa a Treville, filiale della pieve di San Cassiano, risale al 1299, mentre la dedicazione a sant’Ambrogio è attestata dal 1348. Divenne parrocchiale della diocesi di Casale Monferrato nel XV secolo.
Nel 1765 l’edificio era ormai insufficiente e il vescovo Giuseppe Luigi Avogadro suggerì la sua riedificazione e gli abitanti del borgo si imposero una tassa per finanziare l’opera. Il progetto fu affidato all’ingegner Evasio Andrea De Gioanni e la prima pietra dell’attuale Parrocchiale fu posta il 29 settembre 1772, completata nel 1781, la chiesa fu consacrata il 25 luglio del 1782.
Il nuovo edificio occupò parte della casaforte dei signori di Treville, i Gozani, e inglobò la cappella signorile del palazzo che diventò la cappella feriale o invernale.
A seguito di un violento temporale del 2012, la copertura del campanile riportò gravi danni, che furono presto riparati. Nel 2017-20 furono restaurate tutte le coperture della Parrocchiale.

L’imponente facciata a due ordini, dorico e ionico, è scandita da quattro lesene che delimitano due porzioni laterali lievemente concave, ciascuna con una nicchia vuota al primo piano e chiusa da timpano curvilineo. Nel campo centrale vi è un semplice portale con timpano triangolare, sormontato da lapide che riporta un brano dal 2° libro delle Cronache: “Elegi enim et sacrificavi locum istum ut sit nomen meum…”; al di sopra di esso si apre una finestra a fagiolo.

Il campanile è posto alla destra della zona presbiteriale e presenta un paramento in mattoni a vista. Emerge dal corpo chiesa con tre registri e cella campanaria con monofore a tutto sesto sui quattro lati; nelle specchiature est e ovest del terzo registro è presente l’orologio. La copertura presenta tetto a quattro spioventi.

L’interno è alto, spazioso e ben illuminato grazie a numerose finestre poste nell’abside, sopra gli altari laterali e sulla facciata; presenta un’aula unica con pianta a croce latina con due bracci laterali poco profondi e un ampio presbiterio suddiviso in tre campate scandite da archi a tutto sesto e voltate a botte. Nella prima campata del presbiterio sorgono due edicole entro nicchie semicircolari, all’interno delle quali si trovano due piccoli altari. Due altari più grandi sorgono nei bracci laterali, poco profondi.

Alla destra del presbiterio si trova la cappella feriale a pianta rettangolare parallela all’edificio, divisa in due campate da un arco a tutto sesto e coperta da due volte a botte unghiata e da cupola centrale molto ribassata su pianta ellittica e impostata su alta trabeazione con cornicione impreziosito da motivo a dentelli, sostenuta da grandi lesene doriche.
L’aula è suddivisa in una prima campata, verso l’ingresso, voltata a botte e in una seconda sormontata da cupola ellittica. L’altare maggiore risale alla prima metà del XVIII secolo ed è in marmi policromi.
Le decorazioni murali consistono in stucchi monocromi, tra essi il cartiglio sull’arco trionfale con la scritta dipinta “D.O.M. templum dedicatum sancto Ambrosio eclesiae doct. 1781”, mentre in stucco policromo imitante il marmo sono stati realizzati i quattro altari minori. Nella parte retrostante l’altare maggiore si trova il coro ligneo e l’organo, sopra il quale è collocata la grande tela raffigurante Sant’Ambrogio intento a scrivere il De officiis ministrorum.
In controfacciata si trovano sul lato sinistro il fonte battesimale del XIX secolo in stucco, a destra in una  nicchia entro è  la statua di Sant’Antonio di Padova e al centro la bussola lignea del XIX secolo. Ai lati di questa sono poste due acquasantiere a conchiglia in marmo rosa, mentre al di sopra di essa è stata realizzata a pittura una targa commemorativa imitante il marmo che riporta la data di costruzione. Lungo il perimetro dell’aula sono appese le quattordici tele delle stazioni della Via Crucis.

La chiesa conserva una tela raffigurante la Gloria di S. Francesco Saverio (sec. XVII) e un’altra che presenta il Matrimonio celeste di S. Caterina da Siena (sec. XVII), attribuito a Orsola Caccia (1596 – 1676) e proveniente dalla scomparsa chiesa trevillese di S. Caterina.

 

Indirizzo: Via G. Marconi – Treville AL
https://www.youtube.com/watch?v=J10Y00_Dj-A

Data compilazione scheda: 2 aprile 2026
A cura di AC
CONDIVIDI SU
Visualizzazione di 20 schede relative a luoghi di interesse visibili nell'arco di 5 km dalla località di partenza.
Spostati sulla mappa per visualizzare le altre schede.