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VILLAR FOCCHIARDO (TO). Ex Certosa di Banda

Punto di forza

Attualmente i resti dell’ex Certosa di Banda sono abbandonati e si presentano in tre nuclei disposti a semicerchio: la chiesa, i resti del chiostro e di alcune celle.

Agli inizi del XV secolo le condizioni di vita della Certosa di Montebenedetto divennero precarie a causa dei frequenti straripamenti del rio della Sega e del rio delle Fontanelle che scorrevano ai lati della Certosa stessa.
Dopo vari disastri susseguitisi negli anni, in particolare l’alluvione del 1473, nel 1498 venne data l’autorizzazione del Capitolo Generale, ad abbandonare la Certosa per trasferirsi più a valle, a Banda, una grangia nata intorno al 1206 e che aveva progressivamente acquisito importanza grazie alla vicinanza con il fondovalle ed alla coltivazione della vite e del castagno e che era già stata dotata di camere per i conversi, di un chiostro (1453) e di una piccola foresteria.
Il priore di Montebenedetto, non molto tempo prima del trasferimento, aveva fatto costruire cinque celle e qualche edificio accessorio e sistemata la chiesa. Con il trasferimento a Banda, altre costruzioni furono adattate agli usi certosini, ma Banda non assunse mai l’aspetto di una Certosa ben definita, rimanendo molto simile alla configurazione di una Certosa primitiva e di una grangia. La particolare morfologia di questa grangia-Certosa la rende unica nel suo genere e ne rende importante la conservazione.

Nel 1642 il monastero fu soppresso e incorporato nel patrimonio della Certosa di Collegno; gli edifici furono utilizzati come grangia di montagna conservandoli senza rimaneggiamenti. Questo utilizzo però ha consentito alle strutture di sopravvivere al tempo. Le opere di adeguamento e di frazionamento sembrano invece essere databili con la dismissione a favore di privati, dopo la seconda metà del 1800.

Attualmente, dei tre nuclei degli edifici dell’ex Certosa di Banda, il più antico è quello sul lato nord, con una grande finestra con montanti e architrave in pietra, databile al XIII secolo e i cui spigoli murari sono rinforzati da grossi elementi orizzontali in pietra da taglio.
Ad ovest e visibile un portico, sottostante ad un primo piano a cui si accede da una scala in pietra. Dal lato sud del portico, attraverso un arco a tutto, sesto si entra in un’ala di chiostro dissestata rispetto al porticato, con archi sorretti da pilastri poggianti su un muro continuo. Quel che resta del porticato continua fino alla chiesa. L’ala del portico claustrale gira verso est dove diventa un corridoio chiuso; alcune celle si trovano in fondo al corridoio, e altre celle dovevano trovarsi dietro l’abside della chiesa, volte verso valle, ma sono in rovina.

La chiesa, in stile romanico, orientata, costruita tra il 1200 e il 1250 su un roccione strapiombante, è ad aula unica e abside piatta con la presenza di una bella finestra trilobata, coperta da una volta a crociera gotica, con costoloni poggianti su colonne addossate, i cui capitelli portano decorazioni antropomorfe fortemente espressionistiche. La facciata della chiesa è aperta da una finestra molto rimaneggiata. Dotata di un campanile. L’interno della navata è occupata da un coro ligneo semplicissimo di cui è stata ipotizzata la provenienza da Montebenedetto; si tratta di un’opera notevole di un intagliatore franco-piemontese della seconda metà del XV secolo, ma si sta deteriorando. La chiesa era ricca di arredi trasferiti successivamente in altre sedi.

Visibile esternamente.
Indirizzo. Frazione Banda, Via Banda.

Data compilazione scheda: 28 gennaio 2026
A cura di AC
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