VOLPEDO (AL). Resti delle mura del “castrum” e Parrocchiale di San Pietro
Volpedo conserva varie testimoniante della sua storia.
Una stele funeraria, oggi incastonata in un muro laterale della canonica parrocchiale, testimonia la presenza romana già nel I secolo, anche se l’insediamento probabilmente risale alle antiche popolazioni liguri.
La prima citazione è 965 e si nomina la pieve. Volpedo è poi citato in altri documenti del X secolo come vicus. Sempre dello stesso periodo sarebbe sorto anche il castrum, il villaggio fortificato; infatti il nucleo storico di Volpedo sorge su una collinetta sulla sponda destra del torrente Curone, attorno alla quale furono ostruite intorno al X secolo le mura, che si allunga verso il corso d’acqua, costituendo un punto di guado verso la sponda opposta, su cui infatti in seguito fu edificato un ponte in legno, sostituito nel 1856 dall’attuale ponte.
Nel 979 l’imperatore Ottone II donò Volpedo al Vescovo di Tortona, città che nel 1347 passò sotto i Visconti di Milano che, nel 1412, concedettero Volpedo come feudo al capitano di ventura Perino Cameri. Quest’ultimo, nel 1425, per testamento, lo donò alla Fabbrica del Duomo di Milano e ciò consentì al borgo notevole autonomia amministrativa e l’esenzione da varie tasse e balzelli, una specie di zona franca che riuscì a mantenere parte dei propri privilegi anche durante il fiscale dominio degli spagnoli. La stessa somma di 200 fiorini che gli abitanti di Volpedo dovevano versare alla Fabbrica del Duomo, fu ridotta e sostituita con i prodotti agricoli della campagna volpedese. A ricordo della donazione di Perino Cameri, la Fabbrica del Duomo nel 1441 fece realizzare da Jacopino da Tradate, su testo di Tommaso da Caponago, un bassorilievo rappresentante il condottiero “dux strenuus” nell’atto di donare il castello di Volpedo alla Vergine, attualmente conservato nell’atrio del Palazzo Municipale edificato nel 1859.
All’inizio del ducato di Massimiliano Sforza, ghibellino, i volpedesi, guidati dal marchese Bernabò Malaspina, di parte guelfa, appiccano un incendio al castello del vicino Monleale distruggendolo completamente. Il 12 luglio 1513 il duca Sforza inviò un commissario a Volpedo per ripristinare l’ordine e per punizione, il giorno successivo con l’aiuto di 300 monlealesi, fece abbattere le mura del castrum che furono ricostruite a partire dal 1589 quando Milano era sotto la dominazione spagnola.
Nel 1738 Volpedo, insieme a tutto il tortonese, passa sotto il regno di Sardegna e il feudo nel 1757 passò dalla Fabbrica del Duomo al marchese Filippo Guidobono Cavalchini di Momperone.
Nel XIX secolo furono abbattute le mure cinquecentesche di cui solo un tratto, oggi ristrutturato, è rimasto integro grazie all’intervento presso le autorità competenti del pittore volpediese Giuseppe Pellizza (1868 – 1907).
La chiesa Parrocchiale di San Pietro
Iniziata nel 1623 e completata negli anni successivi, nel luogo in cui sorgeva un oratorio dedicato al beato Giovannino Costa, giovane pastore barbaramente ucciso nel 1468 e divenuto, come “beato Giovannino martire”, patrono del paese.
Il campanile a base quadrata, opera del maestro svizzero Stefano Melchionno, fu ultimato nel 1670 e la cella presenta su ogni lato una monofora ed è coronata dalla cupoletta poggiante sul tamburo ottagonale.
Della fabbrica secentesca sopravvivono integri l’abside e il campanile, mentre la navata e la facciata, dichiarate pericolanti nel 1827, furono ricostruite nel 1831-1832 in sostanziale adesione alle forme precedenti.
La facciata della chiesa, rivolta a sudest, a salienti di stile neoclassico, è suddivisa in due registri da una trabeazione che risvolta agli angoli raccordandosi con la muratura perimetrale della navata. Nella parte inferiore sono presenti due campi che sopravanzano, delimitati da lesene, e fiancheggiano l’area nella quale è inserito il portale caratterizzato da stipiti e da una sovrastante tettoia lapidea sostenuta ai lati da mensole. Nel registro superiore vi è una grande finestra semicircolare e il timpano, nel quale si apre un oculo.
L’assetto attuale dell’interno è dovuto a una serie di interventi sviluppatisi nel corso del XIX e XX secolo; è ad unica navata, sulla quale si affacciano le cappelle laterali introdotte da archi a tutto sesto e le cui pareti sono scandite da paraste ioniche sorreggenti la trabeazione modanata e aggettante sopra la quale si imposta la volta a botte; al termine dell’aula si sviluppa il presbiterio, rialzato di alcuni gradini e chiuso dall’abside semicircolare.
L’altare settecentesco, proveniente dalla chiesa di S. Francesco di Vigevano, fu installato nel 1892.
Gli affreschi dell’abside, della volta e delle pareti della navata sono di Severino Bellotti (1932-1937).
La pala dell’altare raffigurante S. Luigi Gonzaga è stata dipinta nel 1894 da Giuseppe Pellizza.
Le mura si trovano in Via Cavour, sul lato sud-ovest della Parrocchiale.
Il Municipio sorge nella vicina Piazza Libertà, a est della Chiesa
Indirizzo Parrocchiale: Via della Chiesa, 1 – Volpedo AL
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