ANDRATE. Ecomuseo della civiltà contadina.
Del suo passato, Andrate, non ha cancellato nulla.
Pare che l’origine del paese sia molto antica, sebbene non se ne abbiano prove certe. La teoria si basa infatti sul nome del Comune, in quanto deriverebbe dalle parole celtiche “and” e “art”, significanti “terra di confine”. Infatti il fiume Viona, che scende dal Mombarone e dalla Serra, in antichità divideva geograficamente la regione orientale, abitata dai Vittimuli, dalla regione occidentale, occupata dai Salassi, popolazione appunto celtica.
I primi documenti che citano Andrate risalgono ai primi anni del Settecento, durante l’appartenenza del Comune alla mensa vescovile di Ivrea.
Del suo passato, Andrate, non ha cancellato nulla. Il centro abitato, un tempo chiamato Villa, conserva ancora oggi il fascino dei suoi scoscesi vicoli. Il paesaggio è pressoché intatto, molto apprezzato da escursionisti e sportivi, che affollano il paese nei giorni di bel tempo.
La storia delle generazioni che ci hanno preceduto viene raccontata nell’ecomuseo della civiltà contadina, in cui anche i più piccoli possono imparare quello che per i nostri predecessori era pressoché scontato. Lo fa attraverso l’esposizione permanente di oltre settecento tra oggetti ed attrezzi, in un’area di 280 mq sotto forma di laboratori, per poter consentire al visitatore di apprendere al meglio le attività del passato.
L’ecomuseo (tel. 0125790184) è nei pressi di Piazza Fraschetto, lo si può notare facilmente in quanto, nell’area antistante, vi è un torchio a barra risalente alla metà dell’Ottocento ed alcuni reperti della fucina ad acqua attiva ad Andrate, risalenti dalla metà del Settecento fino al 1964.
Aperto su appuntamento telefonico per gruppi; sabato e domenica stagione estiva.
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