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CARAGLIO (CN). Chiesa parrocchiale di Maria Vergine Assunta

Punto di forza

Antica pieve ricostruita a fine Settecento.

Nel 1754, crollarono un pilastro e due arcate dell’antica parrocchiale che rimase chiusa per due anni. Nella visita pastorale del 1770, l’arcivescovo di Torino Francesco Lucerna Rorengo di Rorà chiese di costruire una nuova chiesa e promise un’indulgenza di 80 giorni a chi avrebbe contribuito alla sua realizzazione. Il conte Vincenzo Nicolis di Robilant fece un progetto della chiesa che fu approvato dall’arcivescovo. Nel novembre 1770 cominciarono i lavori di sgombero dell’area e l’anno successivo popolazione di Caraglio cominciò a lavorare a turno per costruire l’edificio, ma nel 1773 i lavori furono sospesi per mancanza di fondi e ripresero nel 1777 e nel 1779 fu consacrata la nuova Parrocchiale

Nel 1817 fu rifinita la facciata dopo che il comune aveva demolito la vecchia casa comunale, ampliando la piazzetta. Nel 1820 fu affidata la decorazione della volta al pittore Vincenzo  Emina (notizie 1813 – 1827) che nel 1823 decorò anche le cappelle laterali. Nel 1827 fu arredato il coro e nel 1861 venne realizzato l’attuale altar maggiore con il pavimento in marmo del presbiterio.

La facciata è barocca, molto movimentata. Presenta due ordini sovrapposti, scanditi da lesene e cornici in stucco e colonne; l’ordine inferiore culmina con un timpano triangolare. Al centro si apre il portale principale. L’ordine superiore presenta lesene e un’ampia finestra.
L’interno si caratterizza per la volta centrale molto ampia, ha tre cappelle per lato e un imponente presbiterio absidato.

Conserva il Fonte battesimale del 1490 realizzato dai fratelli Zabreri, con fusto cilindrico scandito da quattro fasce cordonate, nodo a otto lati e vasca simile a coppa di calice. Foglie di acanto nervate a rilievo dividono la coppa in otto scomparti, sormontata da prisma ottagonale su cui è iscrizione in lettere gotiche uniformi e serrate. Sui lati della coppa, trigramma bernardiniano, figura a raggiera, scudo con croce, giglio. Sul nodo iscrizione con la data, scudo con croce sabauda e l’arma dei Solaro, circondata dai fiocchi della dignità ecclesiastica: è stato quindi possibile collegare la commissione dell’opera a Stefano Giorgio Solaro, dei Solaro di Villanova, signori del luogo, che ricevette nel 1484 la chiesa in commenda.
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0100200121

La Pieve altomedievale era intitolata a Santa Maria e San Giovanni Battista; parrocchia dal secolo XIII, in diocesi di Torino, poi nella diocesi di Mondovì dal 1805 e dal 1817 nella diocesi di Cuneo. L’antica Pieve aveva un’ampia giurisdizione che dal secolo XV fu ridotta al territorio del Comune di Caraglio; nel secolo XIX il suo territorio è stato frazionato in tre altre parrocchie.

Indirizzo: Piazza Giolitti 9  –  Caraglio CN

Data compilazione scheda: 16 luglio 2026
A cura di AC
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