FacebookInstagram

MONDOVI’ (CN), rione Piazza. Cattedrale di San Donato

Punto di forza

Posta nel luogo ove sorgeva anticamente la chiesa di San Francesco, la cattedrale fu realizzata tra il 1743 e il 1753 su progetto dell’architetto Francesco Gallo (1672 – 1750) e completata un decennio più tardi, con l’ampliamento della cappella del Santissimo e della cripta dei Vescovi, fino alla consacrazione nel 1763.

La monumentale facciata in arenaria presenta un portale sormontato dalla statua di san Donato tra la Fede e la Carità, opera di Giuseppe Quadrone.
L’interno è a croce greca, a tre navate, prolungata nel presbiterio e nel coro. La fastosa decorazione, arricchita di stucchi e pitture, fu affidata nel secolo XIX a vari pittori: Morgari, Hartman, Gounin, Vinaj.

Nella navata sinistra sono: l’altare di Santa Maria della Pietà con tela di Domenico Piola del Seicento; la cappella del Santissimo Sacramento con la grande pala d’altare opera di Scuola romana del primo Settecento e raffigura la Morte di san Giuseppe; ai lati sono i quadri ottocenteschi dell’Ultima Cena di Andrea Vinaj e del Miracolo eucaristico di Torino di Luigi Hartmann. L’altare successivo è dedicato a San Lorenzo: la tela è di Francesco Antonio Meyerle, del Settecento. Al fondo, il quadro di San Francesco e santa Chiara con sSan Maurizio, che risale al Seicento.

Il presbiterio si impone con il grande altare marmoreo, disegnato da Francesco Gallo, con l’altare a mensa e la Cattedra del Vescovo. Di notevole pregio sono le colonne monolitiche in marmo grigio di Frabosa: nel Duomo se ne contano 32, disposte nel presbiterio, nell’atrio e nelle cappelle. La tela dell’altar maggiore (4 x 3 m) è opera di Sebastiano Taricco e risale al primo Settecento. Sono importanti in quest’area, delimitata dalla balaustra, gli elementi lignei costituiti dalla Cattedra del Vescovo, dall’apparato di statue e candelieri che ornano l’altar maggiore (Crocifisso ligneo del XIX secolo) e dal Coro del Capitolo, riccamente scolpito in legno, proveniente in parte dalla Certosa di Casotto. Lo spazio del coro è in stile neoclassico, delineato da Pelagio Palagi, architetto di Carlo Alberto. La grande volta della navata centrale è fastosamente decorata. Le pitture risalgono al 1850-60, epoca del vescovo Ghilardi. Tra gli affreschi, restaurati negli anni 2012-2015, meritano attenzione il Martirio di san Donato nel catino dell’abside, opera di Paolo Emilio Morgari; la Natività di Maria, sul coro, di Francesco Gonin; l’Incoronazione della Vergine, sul presbiterio, di Andrea Vinaj. Volgendo lo sguardo verso l’ingresso, sulla volta della navata maggiore campeggia la Glorificazione di san Pio V, di Luigi Hartmann. Al fondo è sistemato l’organo, sulla tribuna che sovrasta l’ingresso: risale al 1822 ed è opera dei fratelli Serassi di Bergamo; modificato nel 1893 da Carlo Vegezzi Bossi, è dotato di 2600 canne.

Tra la navata centrale e la navata destra, di fronte alla Cappella di San Carlo, è posizionato il pulpito in legno: proviene dalla precedente Cattedrale e reca incisa la data 1593 e il nome del vescovo Castrucci. I tre pannelli finemente scolpiti illustrano la Pentecoste, la Predicazione di Gesù sul lago di Galilea e l’Ascensione.
La navata destra, percorrendola verso l’uscita, presenta la cappella del Suffragio, gioiello del rococò piemontese, dipinta da Giovenale Bongioanni, adorna di marmi policromi e del Crocifisso in alabastro bianco, opera di Giuseppe Giudice (1793).
Negli altari laterali sono le tele di San Francesco di Sales di Felice Cervetti, San Carlo di Mattia Bortoloni e Sant’Andrea di Felice Biella o forse dei suoi figli Carlo Giuseppe e Giovanni Biella, tutti pittori del Settecento.

Nel corridoio della Sacrestia è conservato un frontale d’altare dell’antica Cattedrale in stile rinascimentale con le statue della Madonna col Bambino tra i due ss. Giovanni, scolpito da Giovanni Lorenzo Sormani di Como, datato 1507. Sono presenti una serie di lapidi e sculture; frammenti di affreschi del ‘400: Adorazione del Bambino e i santi Francesco e Chiara e una delicatissima Madonna col Bambino della seconda metà del secolo XIV, pittura di scuola senese. In fondo al corridoio, il busto marmoreo del vescovo Carlo Felice Sanmartino (1741-53), che promosse la costruzione della Cattedrale.

Nella vasta Sala del Capitolo, pregiate tele del Seicento e Settecento, un prezioso Ostensorio d’argento e il Messale del XV secolo, ricco di miniature tardogotiche, di papa san Pio V (vescovo di Mondovì dal 1560 al 1566).

Nel chiostro sono murati i due stipiti rinascimentali di un elegante portale in arenaria proveniente dalla Cattedrale del 1500 e nel portico del chiostro è stata collocata la statua di San Donato, anch’essa proveniente dal Duomo. Vi si trovano anche alcune strutture romaniche e una serie di affreschi del XV secolo facenti parte del chiostro francescano che narrano episodi della vita di sant’Antonio di Padova.

 

Indirizzo: Piazza Duomo – Mondovì CN

Data compilazione scheda: 6 luglio 2026
A cura di AC
CONDIVIDI SU
Visualizzazione di 20 schede relative a luoghi di interesse visibili nell'arco di 5 km dalla località di partenza.
Spostati sulla mappa per visualizzare le altre schede.