SETTIMO TORINESE (To). San Pietro in Vincoli: la parrocchiale tra Medioevo, ampliamenti ed arte sacra.
Nel cuore del centro storico di Settimo Torinese (piazza san Pietro in Vincoli, 6 – Settimo Tor.), la Chiesa di San Pietro in Vincoli è la parrocchiale cittadina ed uno dei riferimenti più riconoscibili del borgo. È un edificio stratificato: radici medievali, trasformazioni tra Settecento e Ottocento, ritocchi novecenteschi ed un interno sorprendentemente ricco di pittura ed apparati decorativi.
La prima traccia documentaria di una chiesa intitolata a San Pietro risale al 1146. Poco dopo, nel 1173, compare la menzione della pieve locale, allora dedicata a Santa Maria.
Dal 1600 diventa sede della parrocchia cittadina e assume stabilmente il nome di San Pietro in Vincoli.
Invece, nell’Ottocento arrivano gli interventi che definiscono l’assetto attuale:
1810: ampliamento con costruzione di presbiterio e coro,
1816: consolidamento delle fondamenta delle nuove parti,
1892: posa della pavimentazione inseminato nel presbiterio,
1897: rifacimento della facciata e sopraelevazione del campanile (e realizzazione dell’ altare maggiore in marmo)
Nel Novecento si aggiungono segni legati alla storia civile ed alla liturgia:
1942: inserimento di un tronetto marmoreo con una scritta propiziatrice per la salvezza dei combattenti settimesi,
1961: realizzazione di un mosaico nella prima campata della navata laterale sinistra,
anni’70: adeguamento postconciliare con nuova mensa rivolta verso l’assemblea (mensa in legno dipinto verde e oro, con due leggii).
La facciata è a salienti, orientata a settentrione, e organizzata su tre livelli. Il disegno è scandito da lesene/paraste su due registri, con il livello centrale raccordato al superiore tramite volute.
Gli ingressi sono tre: il portale principale è protetto da un pronao con timpano triangolare (impostato su colonne tuscaniche) e presenta una fascia dipinta con scritta e una lunetta affrescata.
In alto domina un grande affresco centrale. Le superfici sono intonacate di bianco, mentre gli elementi architettonici sono in giallo ocra chiaro.
Sul lato sinistro emerge il campanile: ha base quadrangolare, orologio su tutti i fronti, cella campanaria aperta ed una copertura piramidale.
Struttura e pianta: tre navate, transetto e abside.
L’impianto è quello di una croce latina. La chiesa ha tre navate, ciascuna articolata in cinque campate, che incrociano un transetto articolato; la navata centrale termina in un’abside semicircolare.
L’interno colpisce per la ricchezza pittorica. Le arcate a tutto sesto poggiano su pilastri con lesene; nella navata centrale le lesene hanno capitelli di ordine ionico e sostengono una trabeazione continua.
Navata centrale: cinque campate con volte a crociera e apparato decorativo più ricco, con affreschi di santi.
Navate laterali: volte a vela interamente dipinte.
Controfacciata: cantoria lignea con organo a canne sopra il portale principale.
All’incrocio con il transetto, la volta a vela è decorata in trompe-l’oeil come una cupola con finti cassettoni: al centro una vetrata circolare con l’Onnipotente e sui pennacchi i quattro evangelisti.
Lungo le campate laterali si aprono più cappelle e spazi liturgici. Alcuni elementi-chiave:
Lato sinistro: mosaico nella prima campata; battistero nella seconda; confessionali nelle campate successive; nel transetto una cappella con altare dedicato alla Madonna del Rosario e ai quindici misteri
Lato destro: un crocifisso in legno dorato in prima campata; una cappella con altare e nicchia di Sant’Antonio da Padova, affiancata dalle statue di Santa Teresa e Santa Rita; nel transetto una cappella dedicata a San Giuseppe e un’altra con altare e due urne con reliquie di San Amanzio.
Il presbiterio è leggermente rialzato (due gradini). L’altare maggiore storico è in marmi policromi, sopraelevato di ulteriori tre gradini; al centro è presente il tabernacolo.
Sopra l’altare pende un grande crocifisso ligneo, arrivato nel 1857 come donazione dalla vicina cappella di Santa Croce.
Dietro si trova il coro ligneo e, in alto, un ampio affresco dedicato a San Pietro in Vincoli, che “chiude” visivamente l’intera chiesa.
Autore: Alessandro Maldera
Fonte: moleventiquattro 31 dic 2025
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