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SEZZADIO (AL). ex Chiesa di Santa Giustina

Punto di forza

Antichissima abbazia, molto alterata nel XIX secolo, conserva una bella facciata romanica e all’interno affreschi del Quattrocento e una cripta con un mosaico del secolo XI.

Una leggenda ne attribuisce la fondazione al re longobardo Liutprando nel 722. Nel 1033, il marchese aleramico Otberto ricostruì quasi completamente l’edificio, testimoniato dalla iscrizione del mosaico della cripta, e diede vita ad una fondazione monastica affidata ai Benedettini, coi quali raggiunse il massimo splendore tra il XII e XIII secolo.
Nel XV secolo, furono eseguiti deturpanti interventi che alterarono gli originari caratteri altomedievali dell’abbazia. Dal 1478 fu affidata in commenda; un secolo dopo passò agli abati di Sant’Ambrogio di Milano, e nel 1810 un decreto napoleonico abolì l’abbazia che, con le sue terre, fu ceduta gratuitamente ai veterani napoleonici. Ritornati i Savoia nel 1815, fu abolito il provvedimento, ma gli edifici avevano già subito gravissime alterazioni, con la chiesa trasformata in stalla e granaio. Nel 1863 fu acquistata dal senatore Angelo Frascara e sua nipote dal 1955 intraprese una vasta opera di restauro per riportarla alle sue forme originali e recuperare gli affreschi.

Dell’originario complesso è rimasta la chiesa severa e semplice che conserva le linee romaniche del secolo XI, con il massiccio paramento in cotto; la serie di archi binati a coronamento delle pareti; le lesene lunghe e sottili che scendono fino a terra. Il marcato verticalismo riesce così a mitigare la notevole massa dell’edificio. La facciata tripartita presenta nella zona centrale una torre, aggiunta nel primo trentennio del XV secolo, che occupa lo spazio corrispondente alla prima campata interna della navata centrale.
Anche la superficie delle absidi è caratterizzata dagli archetti ciechi e binati su lunghe lesene. L’abside centrale, sopra la serie degli archetti, è terminata da un doppio fregio in mattoni adente di sega, mentre un fregio più semplice corre lungo le absidi minori.

La pianta della chiesa è a croce commissa, cioè a forma di T. L’interno porta i segni della travagliata storia dell’abbazia. Sono visibili le tracce delle tramezzature e la volumetria interna appare molto diversa da quella che doveva essere in origine. La chiesa è divisa in tre navate, le prime due campate conservano la copertura a capriate, le tre successive presentano volte a crociera con grossi costoloni gotici, realizzati nel XV secolo.

Sulla volta dell’abside centrale affreschi del primo Quattrocento frammentari (Passione, Giudizio Universale, Cristo in mandorla). Sui bracci del transetto, nel corso di restauri, furono trovati resti di affreschi, molto deteriorati, sotto l’imposta delle capriate.

Sotto al presbiterio si stende la cripta, un ambiente quadrangolare di circa 7 m di lato, absidato e coperto da una serie di voltine a crociera che poggiano su sei colonnine e su semicolonne addossate alle pareti. Il tipo di muratura della cripta, caratterizzato dall’impiego del cotto disposto a spinapesce, alternato a pietrame irregolare, sottolinea l’arcaicità di questa parte rispetto al corpo della chiesa, forse anteriore al Mille. Il pavimento della cripta ospita un vasto mosaico, a tessere bianche e nere con disegni geometrici e la scrita che ricorda Oberto.

Di proprietà privata; per visite, e mail: gtvillabadiasrl@libero.it
Indirizzo: Via Badia, 86 – Sezzadio AL

Data compilazione scheda: 30 marzo 2026
A cura di AC
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