TRONTANO (VCO). Chiesa parrocchiale della Natività di Maria e oratorio di S. Marta
Una delle più belle facciate del romanico ossolano, anche se deturpata nel Settecento dall’aggiunta di un portico e dall’ingrandimento del portale.
La chiesa e la parrocchia di Trontano si separarono dalla pieve di Domodossola intorno alla metà del 1100, ma le prime notizie certe risalgono al 1294, quando la chiesa era costituita da un’unica aula rettangolare corrispondente all’attuale navata centrale.
Ancora oggi sono visibili le decorazioni medioevali: archetti incisi a palmette o alberello, cornici, capitelli scolpiti nella pietra locale, mentre all’interno si notano le sinopie di alcune figure e tracce di decorazioni pittoriche romaniche.
Le navate laterali furono aggiunte nel 1554, ricavando degli archi a tutto sesto negli originari muri perimetrali e nascondendo parte degli archetti decorati esterni nel nuovo sottotetto. Nel secolo XVII fu ricostruita l’abside in forme squadrate e furono aggiunte le cappelle di S. Carlo e del Battistero.
Attorno al 1790 il soffitto in legno della navata centrale fu sostituito da volte in muratura e si alzarono i muri perimetrali.
Il campanile fu costruito qualche anno dopo la chiesa, sulla cima di uno sperone roccioso a qualche passo dalla chiesa stessa. Nella sua base c’è un’iscrizione che riporta la data dell’anno mille, ma è controversa. Vi si trovano elementi decorativi forse predisposti per la chiesa, ma non utilizzati. La robusta torre aveva un coronamento con una doppia fila di archetti ciechi che sono tuttora evidenti.
Indirizzo. Via Tassera 7 – Trontano VCO
A fianco della Parrocchiale sorge il piccolo Oratorio di Santa Marta costruito nel XV secolo dalla Confraternita omonima; rinnovato nel 734-39 e affrescato dal pittore vigezzino craveggiese Giuseppe Mattia Borgnis (1701-1761). Sulla facciata esterna, sopra il portale, è affrescata l’immagine della Santa.
All’interno, sul fondo del presbiterio, è posta una pala in bronzo su mosaico dello scultore Luigi Fornara di Borgomanero (1906 – 1966) dedicata a Cristo Lavoratore, a cui è stato re-intitolato l’oratorio nel 1965 in occasione dei lavori di restauro, anche se la popolazione indica tuttora l’edificio come “Oratorio di Santa Marta”.
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