ALESSANDRIA. Chiesa di Santa Maria di Castello
La chiesa sorse in epoca medievale come chiesa “infra castrum”, antecedente la fondazione del comune (1168), nel borgo allora detto Roboretum/Roveretum.
Il “castello” associato al nome della chiesa, non ha documentazione attendibile; nel periodo tra X e XI secolo i castelli di solito erano grezze cerchie difensive ed è probabile che la chiesa fosse parte integrante del tessuto fortificato da terrapieni e palizzate.
Non vi sono testimonianze dirette dell’inizio dei lavori né del lungo cantiere – dal 1486 al 1545, anno della consacrazione della chiesa odierna e del momento del passaggio del convento dalla tutela dei Mortariensi a quella dei Lateranensi. Tra XVII e XVIII secolo avvenne un riallestimento della chiesa.
La separazione del monastero dalla chiesa, conseguente alla soppressione del 1798, fu causa della grave decadenza del complesso, che fu interessato da rilevanti lavori negli anni 1842-43, in seguito al terremoto del 1820.
Negli anni dal 1886 al 1932 la chiesa fu oggetto di tre campagne di restauro, anche se durante la prima guerra mondiale, assieme al convento, era stata adibita a magazzino. Si eseguirono alcune prove di scavo che diedero, per la prima volta, le prove dell’antichità del monumento; si rinvennero le tracce di fondazioni precedenti e si scoprirono le colonne originali del chiostro.
La campagna di scavi degli anni 1970-1973 portò alla luce la zona archeologica con i resti di una chiesa preromanica ad aula con una grande abside risalente al secolo VIII -IX, e una seconda con impianto romanico triabsidato del XI-XII secolo, che furono però studiati solo a partire dalla metà degli anni Ottanta. I resti sono visibili nei sotterranei della chiesa.
L’edificio presenta uno stile romanico-gotico e un portale rinascimentale.
L’interno è composto da tre navate con copertura di volte a crociera e 12 cappelle laterali. La chiesa conserva molte opere d’arte. La grande tela nell’abside raffigura la Madonna col Bambino, Giovanni Battista e due vescovi; alcune tele di rilievo sono poste ai lati: San Lucio Papa, San Francesco Saverio morente, Sant’Antonio di Padova e di fronte, impreziositi dalla luce delle grandi finestre laterali, Nascita di S. Giovanni Battista e San Francesco di Sales.
Nella prima cappella sulla destra il grande Crocifisso del XVIII secolo, con ai lati le tele raffiguranti Cristo giudicato nel Sinedrio (metà del XVII secolo) e Cristo deposto dagli angeli, di Luca Cambiaso, fine XVI secolo.
Nella seconda cappella si trova un affresco di Giorgio Soleri, artista alessandrino, raffigurante la Madonna con Gesù Bambino e S. Onofrio, insieme a S. Giovanni Apostolo e e al piccolo Giovanni Battista. A destra dell’affresco una tela della scuola di Guglielmo Caccia (1620) che raffigura la Trinità e i SS. Giovanni Battista, Rocco, Carlo Borromeo e Onofrio.
Nella terza cappella trova posto il Sacro Cuore dell’alessandrino Francesco Mensi (1848); in successione si trovano la Madonna Immacolata di Guglielmo Caccia detto il Moncalvo (1620) mentre dietro l’ultima cappella, nella zona del transetto, si trova un pregevole Compianto sul Cristo morto in terracotta policroma del 1530, di stile lombardo.
Alla fine del secolo XVI risale il bel coro ligneo attributo all’intagliatore Stefano Vil; invece dell’inizio del secolo XVIII sono il pregevole pulpito, i banchi e l’armadio della sacrestia (ricostruita nel 1482).
L’altare maggiore marmoreo risale al 1640 e dietro la mensa si trova un gruppo ligneo policromo della Vergine Assunta in cielo di autore lombardo della fine del Seicento.
Bibliografia e links:
SPANTIGATI C., VINARDI M. G ., VISCONTI CHERASCO M. C., (a cura di), Santa Maria di Castelo, Cassa di risparmio di Alessandria SPA, Alessandria, 1996. Reperibile su: https://www.fondazionecralessandria.it/biblioteca/santa-maria-di-castello/
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/72657/Chiesa+di+Santa+Maria+di+Castello
Indirizzo: Piazza Santa Maria di Castello, 13 – Alessandria
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