BRA (CN), frazione POLLENZO. Chiesa parrocchiale di San Vittore
L’edificio, in stile neogotico, edificato tra 1842 e 1846, si inserisce nel borgo riplasmato per volere di re Carlo Alberto grazie agli architetti Ernst Melano (1792 – 1867) e Pelagio Palagi. Conserva parte del prezioso coro ligneo cinquecentesco proveniente dall’Abbazia di Staffarda.
Il Re volle creare un’azienda agricola ed intervenne anche sulla piazza con la torre, il Castello reale, attualmente sede Università di Scienze Gastronomiche, fece difficare la nuova parrocchiale presso il sito della vecchia chiesa trecentesca in rovina di San Vittore, che fu demolita nel 1846
Della realizzazione della chiesa venne incaricato, nel 1842, Ernst Melano a cui era stato affidato anche il restauro dell’abbazia reale di Hautcombe, fondazione cistercense e luogo di sepoltura della famiglia Savoia. Lo stile gotico troubadour dell’abbazia reale si ritrova in forme semplificate nella chiesa di Pollenzo, nelle guglie e nelle statue della facciata, sulle volte delle navate caratterizzate da trafori ed ondulati intrecci dipinti a finto rilievo su sfondo blu.
La facciata, in mattoni a vista, presenta un solo portale a sesto acuto sovrastato da una loggetta con archi trilobati ed una grande finestra ogivale che domina la parte superiore. E’ ornata da numerose statue. Quelle di san Carlo Borromeo, santa Teresa, san Vittore e san Ferdinando furono realizzate da Giuseppe Gaggini, sono di Stefano Butti quelle in pietra dei Dodici Apostoli collocate sulle guglie e dei beati di casa Savoia, Amedeo IX e Umberto III, cui si aggiungono quelle di santa Adelaide e santa Clotilde, opera di Angelo Franciosi.
All’interno, le volte furono decorate dal pittore Paolo Fea; mentre l’affresco tripartito dell’abside raffigurante il Martirio di s. Vittore, la Madonna e il Bambino in gloria con la Trinità e l’Educazione della Vergine sono opera di Carlo Bellosio. Ventisei statue di stucco raffiguranti Profeti e Sibille realizzati dallo scultore genovese Giuseppe Gaggini ornano le pareti della navata centrale; inoltre l’edificio ospita tre gruppi lignei dello scultore Antonio Roasio.
Carlo Alberto ordinò di togliere dall’abbazia di Staffarda lo splendido coro ligneo cinquecentesco, che si stava deteriorando per l’umidità, e lo fece riadattare dal “regio ebanista” Gabriele Capello per la piccola abside della nuova chiesa, nella quale furono sistemati solo 15 degli stalli maggiori e ricostruite alcune parti.
Per approfondire la storia del coro si rimanda alla pubblicazione di Angela Crosta a cura dell’Associazione AFOM reperibile in: https://www.afom.it/wp-content/uploads/IL-CORO-LIGNEO-DELLABBAZIA-DI-STAFFARDA.pdf.
Indirizzo: Piazza Vittorio Emanuele II – Pollenzo, Bra CN
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