FacebookInstagram

GAVI (AL). Forte di Gavi

Punto di forza

Maestosa fortificazione che si erge su una rocca naturale a strapiombo sul borgo antico di Gavi e con una storia millenaria.

Un castello a Gavi è attestato fin dal 973; con un diploma imperiale del 1191, Enrico VI, figlio di Federico I Barbarossa, donò in feudo alla repubblica di Genova il castello e il borgo. Nel 1418, in seguito a eventi bellici, il feudo passò sotto la signoria dei Visconti di Milano; dopo altri passaggi di proprietà, nel 1528 tornò alla repubblica di Genova, che lo detenne fino al 1815, anno in cui l’antica repubblica fu annessa al regno sabaudo.

Nel corso dei secoli il castello assunse l’aspetto di una possente fortezza. I primi interventi furono eseguiti nel 1540 da Giovanni Maria Olgiati, ingegnere militare al servizio della repubblica di Genova, che progettò e ricostruì completamente la cinta muraria e realizzò nuovi bastioni.

Nel XVII secolo il forte fu ulteriormente ampliato con l’intervento del frate domenicano Vincenzo da Fiorenzuola, poi cardinale, al secolo Gaspare Maculani. Costui, che fu l’inquisitore al processo contro Galileo Galilei, era anche un esperto di architettura militare e i lavori per la trasformazione dell’edificio in una grande fortezza furono compiuti tra il 1626 e il 1629.
Altri interventi si susseguirono fino agli albori del XIX secolo; sul lato di levante fu costruita la “ridotta” di Monte Moro, collegata al forte da una galleria; all’interno furono edificati alloggi per militari e ufficiali, cisterne, polveriere, corpi di guardia e piazze d’armi, il tutto con l’ausilio dei più famosi ingegneri militari dell’epoca.

Nel 1859 l’antica fortezza genovese fu disarmata e trasformata in reclusorio civile; durante il primo conflitto mondiale diventò un carcere militare. Nel periodo tra le due guerre, in alcuni terrapieni della fortezza, furono impiantati vitigni sperimentali dal Consorzio Antifilosserico. Anche durante la seconda guerra mondiale il forte fu luogo di detenzione.

Nel 1946 fu consegnato al ministero della Cultura che dal 1978, attraverso la Soprintendenza per i Beni Architettonici del Piemonte, ha avviato una costante e progressiva opera di restauro e salvaguardia di questo raro esempio di architettura militare, continuata dal 2015 con il Polo Museale del Piemonte e oggi con la Direzione Regionale Musei del Piemonte.
Dal 2007 l’Associazione Amici del Forte di Gavi collabora con la direzione museale del Forte per la promozione e valorizzazione del sito.

 

Oggi il Forte, che ospita anche eventi, rievocazioni storiche e mostre, è visitabile nella parte già restaurata: i cortili interno ed esterno, le torrette di guardia, le celle adibite a prigione, i magazzini, gli ingressi dotati di ponti levatoi difensivi, la cappella, il bastione di San Tommaso (da cui si gode una bella vista di Gavi), la polveriera. Sale didattiche in cui sono esposti reperti bellici e una sezione di dettagliate tavole descrittive e storiche completano il percorso museale.

Info per visite:
https://museipiemonte.cultura.gov.it/index.php/musei-e-luoghi-della-cultura/forte-di-gavi/visita-il-forte-di-gavi/

Indirizzo: Via al Forte – Gavi AL

Data compilazione scheda: 8 febbraio 2026
A cura di AC
CONDIVIDI SU
Visualizzazione di 20 schede relative a luoghi di interesse visibili nell'arco di 5 km dalla località di partenza.
Spostati sulla mappa per visualizzare le altre schede.