MONTICELLO D’ALBA (CN). Castello Roero
Una delle più imponenti e meglio conservate costruzioni medievali del Piemonte. Dal 1376 è di proprietà della stessa famiglia, i conti Roero di Monticello che ne hanno fatto la loro residenza.
Il Castello fu fatto costruire dai Vescovi di Asti per difendere i confini del contado, dopo la devastante calata dei Saraceni su Alba nel 920 d.C. Nel 1187 fu seriamente danneggiato durante un assedio e ricostruito nel 1348, quando il feudo di Monticello passò ai Malabaila. I fratelli Percivalle, Aimonetto, Andrea ed Antonio, dopo aspre battaglie, riuscirono a conquistare il castello e liberare la popolazione dalla tirannia dei Malabaila. Il vescovo di Asti, in segno di riconoscimento, concesse loro nel 1376 il feudo di Monticello, il castello ed il territorio di Castagnito. Quando i fratelli si divisero le proprietà di famiglia, Monticello ed il relativo maniero andarono a Percivalle, l’antenato degli attuali proprietari. Suo figlio Oddone ottenne da papa Martino V, il titolo di Conte.
Nel 1390 che i Roero concessero alla popolazione gli statuti di buon governo, un insieme di leggi che regolavano i rapporti tra comunità e feudatario. Il documento, scritto su pergamena in latino, è ancora conservato nel Castello.
All’inizio del Quattrocento, essendo l’edificio molto rovinato, dovettero apportarvi diversi restauri, munendolo anche di nuove difese, di spalti, di torri e di caditoie che gli diedero l’aspetto attuale.
All’inizio del Seicento Onorato Roero fece realizzare alcune modifiche alla parte interna del maniero per migliorarne l’abitabilità, così come fece nel 1706 Laura Damiani di Priocca, moglie di Bernardo Francesco Roero.
La trasformazione più importante fu quella voluta nel 1787 per il matrimonio di Francesco Gennaro Roero, tenente generale, gran croce e gran maresciallo dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro e viceré di Sardegna, con la marchesa Paola del Carretto di Gorzegno. Di questa trasformazione, iniziata nel 1785, venne incaricato Carlo Emanuele Rangone di Montelupo, che non alterò la struttura medievale esterna, ma eliminò parte degli elementi difensivi, colmando i fossati e sostituendo il ponte levatoio con uno scalone in pietra. I lavori coinvolsero principalmente gli ambienti interni anche con nuove decorazioni pittoriche secondo il gusto settecentesco; al secondo piano si realizzò la galleria di Diana (affrescata dai fratelli Galliari), mentre gli ultimi due piani furono volutamente esclusi dai restauri.
Il Castello si sviluppa su tre piani sovrastati dal passaggio di ronda munito di merlature ghibelline e di caditoie.
Giustamente indicato come “esempio tipico di residenza fortificata”, vanta una particolarità architettonica molto singolare: la presenza di tre torri, ognuna con pianta e dimensioni differenti: una torre quadrata, una rotonda, e l’ultima ottagonale.
Attualmente sono aperte al pubblico: la Sala delle Armi, la Cappella votata a Santa Barbara, il Teatrino della Frutta, le Cantine, la Sala dei Quadri, la Sala del Biliardo, la Camera da letto a baldacchino, la Nursery, la Galleria di Diana Cacciatrice, il Cortile interno che presenta, ancora intatta, l’antica struttura del Trecento.
IL PARCO
Nel 1827 i Roero affidarono il compito di rimodernare i giardini del castello al celebre architetto paesaggista tedesco Xavier Kurten, autore delle trasformazioni del Parco Reale di Racconigi, del castello ducale di Agliè e del Castello di Santena dei Benso di Cavour.
Egli ridisegnò il parco all’inglese che si estende tutt’attorno alla collina, progettò tre viali paralleli per giungere al maniero, percorribili ancora oggi.
Xavier Kurten aveva progettato anche un laghetto per la raccolta delle acque piovane, realizzato soltanto nel 2013; ampio 300 metri quadri, è alimentato dall’acqua proveniente dalle grondaie del castello.
Oggi il giardino è un’oasi di pace, con sentieri, tortuosi e irregolari che si allargano in tante direzioni per dare respiro e consentire l’apertura di piazzole con laghetti e belvedere e dove il visitatore passeggia tra cedri del Libano, carpini, ulivi, palme, tigli, tassi e pini.
Info: oggi il Castello è di proprietà di Aimone, 24° conte di Monticello. Fa parte del circuito Castelli aperti ed è visitabile nei fine settimana, tel. 00393474437144; email info@roerodimonticello.it; sito https://www.roerodimonticello.it/
Indirizzo: piazza San Ponzio 2 – Monticello d’Alba CN
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