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MONTIGLIO Monferrato (At). Pieve di san Lorenzo.

Punto di forza

San Lorenzo è menzionata per la prima volta in un elenco di pievi vercellesi risalente al X secolo.

Nel 1474 San Lorenzo fu sottomessa alla nuova diocesi di Casale. Oggi invece è solamente una cappella cimiteriale a causa dell’abbandono della popolazione del villaggio che nel medioevo si sposta in centri più sicuri e provveduti di difese.
L’edificio si trova a circa seicento metri dal paese di Montiglio (da Mons Tilius nome che deriva probabilmente dalla grande quantità di tigli che si trova nella zona).
A Montiglio viene edificato un castello per consolidare il potere delle famiglie locali sulle terre limitrofe. Nel 1164, circa vent’anni prima della Pace di Costanza che ne esautorerà i poteri, Federico Barbarossa conferisce al marchese Guglielmo di Monferrato la signoria su tale proprietà e su una parte di territorio circostante.

San Lorenzo, anche se più volte rimaneggiata nel corso del tempo, conserva caratteristiche tali da poterla includere in quel gruppo di edifici simili nello stile e nei particolari sia architettonici che decorativi nel quale rientrano le chiese di S. Fede di Cavagnolo, S. Nazario e Celso a Montechiaro d’Asti e S. Secondo a Cortazzone.
Della primitiva pieve risalente al X secolo non è rimasta traccia mentre della costruzione successiva (XI-XII) qualche elemento è arrivato fino a noi nonostante nei secoli vi siano stati apportati restauri grossolani ed inopportuni. Purtroppo le sole strutture originali rimaste dell’edificio romanico sono le colonne, i capitelli e gli archi della navata centrale con il sovrastante cleristorio.
Nel 1873 viene costruita una facciata neoclassica a stucco fortunatamente abbattuta a metà del XX secolo e ricostruita in forme più semplici e più consone allo stile dell’edificio. Della facciata originale quindi non resta più nulla.

Sul fianco sud, si aprono tre monofore a strombo sagomato con colonnine e capitelli decorati, il cui motivo a treccia continua sulla parete. Più ricco di decorazioni il coronamento del cleristorio costituito da una serie di archetti, le cui mensoline sorreggono alcune testine e decorazioni a fogliami; al di sopra di esse, sotto il tetto, vi è una fascia scolpita con motivi vegetali intrecciati. Il fianco nord, più povero di ornamenti, ha tre monofore a doppia strombatura; il coronamento della muratura perimetrale è una semplice cornice in pietra, mentre sul cleristorio troviamo un decoro ad archetti semplici su mensoline anche qui sovrastate da una cornice decorata con motivi a treccia.

L’abside centrale viene ricostruita nel XVIII secolo. Essa presenta una decorazione cromatica a fasce data dall’alternarsi dei colori della pietra e dei mattoni; è attraversata verticalmente da due lesene addossate che dividono la superficie in tre porzioni: nella prima e nella terza si aprono due monofore. Nella parte alta vi è una decorazione costituita da una serie di mensole con testine scolpite che reggono una cornice formata da piccoli rombi incanalati fra due file di mattoni, che richiamano la stessa bicromia del paramento dell’abside in cotto e pietra. Le absidi laterali vengono trasformate in due locali quadrangolari molto somiglianti ad un transetto sporgente.

L’interno è stato anch’esso in parte rimaneggiato alla fine del Settecento. Le due navate laterali furono divise in più cappelle a pianta semiesagonale; nella zona presbiteriale troviamo due ambienti a pianta rettangolare leggermente sporgenti dal perimetro della chiesa come a formare una sorta di transetto.
Molto interessanti i capitelli, tanto quelli con motivi vegetali quanto quelli con decorazioni zoomorfe; essi sono visibili solo da tre lati essendo il quarto inglobato nella muratura delle cappelle. Le arcate longitudinali hanno una doppia ghiera incorniciata. Un’altra fascia della stessa decorazione divide orizzontalmente la muratura absidale all’altezza della base delle monofore.

Numerosi reperti raccolti all’esterno che testimoniano la storia e le vicende architettoniche della pieve sono state classificate ed esposte all’interno della chiesa; tra essi spicca la figura di un telamone di incerta identificazione che doveva essere inserito nell’antica facciata.

Info:
Via Padre Carpignano, 30 – Montiglio (At)
Ingresso gratuito. Tel. 0141 994008.

Eventi caratteristici

“La Chiesa è inserita nel circuito di CHIESE PORTE APERTE che prevede la visita in autonomia con apertura della chiesa con app e narrazione registrata. Vai su “Chiese porte aperte App” (https://www.cittaecattedrali.it/it/chiese_aperte) “Installa” e Registrati.

Prenota la visita gratuita che consente l’entrata nei siti 365 giorni l’anno dalle 9.00 alle 18.00, nell’orario selezionato, inquadrando il QR code si apre la porta della chiesa.”

Data compilazione scheda: 25 agosto 2026
A cura di DMF
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