FacebookInstagram

SALE (AL). Chiesa dei Santi Maria e Siro – Santuario della Madonna della Guardia

Punto di forza

L’antica Chiesa di San Siro era una delle tre pievi “fuori le mura”. Ricostruita entro la cerchia muraria, forse verso il 1000, e probabilmente in seguito ampliata e rimaneggiata. Citata nel 1165 e nel 1223 e più volte nel XV secolo.  Sembra che, in seguito al “beneficio” della Cappella Maggiore, ottenuto col titolo di “Santa Maria” dal nobile salese Teobaldo Maggi nel 1456,  la Chiesa assunse l’attuale doppia dedicazione; a tale epoca risalgono pure gli affreschi della volta, realizzati per committenza del Maggi.

Il campanile gotico originario formava un corpo unico con la chiesa: crollò nel 1704 rovinando anche parte della facciata.  Fu riedificato nello stesso anno, esternamente all’edificio e secondo lo stile tardo barocco dell’epoca, la facciata attuale invece fu restaurata e parzialmente ricostruita.

La parrocchialità nella diocesi tortonese fu trasferita nel 1936 nella nuova chiesa con la stessa intitolazione edificata nella frazione di Gerbidi, mentre l’antica chiesa S. Maria e s. Siro divenne “Santuario della Madonna della Guardia”.

A testimoniare i rimaneggiamenti della struttura originaria sono evidenti numerosi elementi gotici che furono inseriti nell’impianto romanico, ad esempio, gli alti portali contornati da costoloni e da una fascia decorata con formelle in cotto, posta nella prima metà del XV secolo. La tipologia dei portali e della chiesa è riferibile all’architettura del gotico novarese-lomellino.
La chiesa presenta l’interno a tre navate e cinque arcate con poderose colonne. L’abside è a forma quadrata con parete di fondo rettilinea.

Gli affreschi che coprono la volta absidale sono ampi oltre 100 mq. Nelle quattro vele, in raffinate edicole tardo gotiche, vi sono le figure dei quattro Evangelisti. Nel sottarco dell’arco trionfale sono dodici Patriarchi e Profeti a mezzo busto, recanti i cartigli con i nomi. Tra questi appare singolare la figura di Abacuc con un paio di occhiali a piece-nez. Altri cicli di affreschi ornano le pareti della navata sinistra, tutti databili al Quattrocento. Il più chiaramente leggibile è un ciclo della Passione di Cristo con le scene di Crocifissione e Deposizione; compare lo stemma della famiglia Ricci: il ciclo è ascrivibile ad un pittore di formazione locale attivo nella prima metà del XV secolo.
Non appartenente a questo ciclo, vi è la rara raffigurazione che rivela legami con la cultura nordica dell’epoca, della Vergine e sant’Elisabetta con i figli, Gesù e san Giovannino all’interno di una stanza.
Sulla parete destra interna della cappella terminale della navata sinistra compare un affresco di più ampio respiro, purtroppo con ampie lacune: la Madonna con il Bambino tra i Santi Sebastiano e Antonio abate e committenti raffigurati più in basso, un chierico e due oranti con manto di ermellino; datato 1452.
Altri affreschi raffigurano diverse figure di Santi (forse sant’Eligio; san Francesco, in stile tardo gotico. San Cristoforo, una Madonna con Bambino, forse sant’Agata e santo Stefano sono affreschi cinquecenteschi di carattere votivo.
Nella navata destra sono Storie di Maria seicentesche e frammenti affrescati ancora in corso di indagine.

 

Non confondere con la chiesa novecentesca con la stessa intitolazione in frazione Gerbidi.

Indirizzo: Via Roma – Sale Al
Info: tel. 340 9264712
https://archeocarta.org/sale-al-chiesa-di-santa-maria-e-san-siro/

Data compilazione scheda: 24 marzo 2026
A cura di AC
CONDIVIDI SU
Visualizzazione di 20 schede relative a luoghi di interesse visibili nell'arco di 5 km dalla località di partenza.
Spostati sulla mappa per visualizzare le altre schede.