SALUZZO (Cn). Il Duomo o Cattedrale di santa Maria Assunta.
L’attuale Duomo di Saluzzo è il risultato di un lungo processo non solo dal punto di vista architettonico e religioso ma anche sociale, che ha visto nel corso del tempo, dalla seconda metà del XII secolo fino quasi ad oggi, lo sviluppo dell’edificio come espressione della fede di un popolo: nei documenti di archivio sono ricordati, infatti, i lasciti sia in somme di denaro sia in materiali da costruzione per la fabbrica della chiesa.
L’origine del Duomo di Saluzzo risale all’antica Pieve di S. Maria, collegata alla chiesa di S. Maria di Testona, della Diocesi di Torino, presente fuori dalle antiche mura fin dal XII secolo.
Il legame coi Canonici di Testona portò a dispute frequenti tanto che, in seguito a pressioni da parte di casa Savoia e della Diocesi di Torino, il Cardinale Domenico della Rovere, vescovo di Torino, nel 1483, per obbedire al Papa Sisto IV, acconsentì al riconoscimento alla Pieve di Santa Maria del titolo di Collegiata. Pievano della Chiesa Federico de’ Saluzzi, figlio secondogenito di Ludovico I e futuro vescovo di Carpentras in Francia, nipote di Ludovico II che aveva perorato la causa per tale riconoscimento. La Diocesi di Saluzzo fu poi istituita nel 1511.
Si decise allora la costruzione di una nuova chiesa adatta ad una città sede di marchesato. I lavori durarono dieci anni, dal 1491 al 1501, testimoniati da precisi documenti, che registrano la raccolta di offerte non solo in denaro per la costruzione, conservati in Archivio a cominciare dal 1484, ancor prima dell’inizio dei lavori.
La facciata è caratterizzata da una decorazione con mattoni a vista su cui spiccano una ghimberga gotica in terracotta affiancata dalle statue dei santi Pietro e Paolo (attribuibili alla cerchia di Benedetto Briosco tra il 1509 ed il 1510) e le lunette sulle porte d’ingresso raffiguranti su quella centrale gli Apostoli che assistono all’assunzione della Vergine (la cui immagine è andata perduta) e in quelle laterali i Santi Chiaffredo, con lo scudo dei Saluzzo-Foix, e Costanzo, con gli scudi della città e dei marchesi di Saluzzo, Santi protettori della Città e patroni della Diocesi di Saluzzo, realizzati del maestro fiammingo Hans Clemer fra il 1500 e il 1504.
Il campanile conserva alla base i resti dell’antica torre campanaria della pieve; fu poi innalzato a 64 metri dal vescovo Giuseppe Filippo Porporato nel 1771 su disegno dell’architetto saviglianese Bartolomeo Ricca secondo linee tardo-barocche.
L’interno, di notevoli dimensioni, è lungo 82 metri e largo 30; l’altezza della navata centrale è di 21 metri. Le tre navate sono coperte da volte a crociera decorate in stile neogotico dai fratelli Luigi e Francesco Gauteri negli anni 1849-1855. Il presbiterio è dominato dalla grandiosa macchina dell’altare maggiore, realizzata tra il 1721 ed il 1724 per volontà del vescovo Carlo Giuseppe Morozzo, cui ha lavorato il lapicida luganese Francesco Aprile, mentre le 11 statue che lo ornano, in legno, sono opera di Carlo Giuseppe Plura.
Tra le numerose opere d’arte qui conservate, si possono segnalare il grande crocifisso ligneo (databile al 1450), la Cassa d’Organo e la doppia Cantoria (1780-1781), il pulpito (1650 circa), la pala con L’Adorazione dei Pastori di Sebastiano Ricci (1715 circa), il trittico con i Santi Cosma e Damiano attribuito ai fratelli Aimo e Balzarino Volpi (1511) e il polittico del fiammingo Hans Clemer (1500-1504), che in origine doveva essere collocato sull’altare maggiore e oggi è conservato nella Cappella del Santissimo.
Interessanti anche i paliotti di alcuni altari realizzati nella prima metà del ‘700, in scagliola policroma ad imitazione dei più preziosi commessi di marmi colorati e pietre dure.
Nella Chiesa sono conservate le teche contenenti le reliquie di molti santi, tra cui un dito di San Chiaffredo ed il cranio di San Costanzo: quest’ultimo, collocato in uno splendido reliquiario d’argento databile al 1730 circa, viene esposto alla venerazione dei fedeli in occasione della festività, la prima domenica di settembre, e nei periodi di gravi calamità.
Nella cripta si trovano le tombe di alcuni Vescovi di Saluzzo, dal 1700 al 1900.
Bibliografia:
– AA.VV. La Cattedrale di Saluzzo, Nuova Stampa Revello 2023.
– G. Rovera C. Bessone Il Duomo di Saluzzo L’Artistica Savigliano Savigliano 1997
Info:
Piazza Giuseppe Garibaldi, 1 – Saluzzo (Cn)
Tel. 017542239
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