TORINO. Statue, busti e targhe nel cortile del Rettorato dell’Università
Il palazzo settecentesco dell’Università torinese fu edificato per volere di Vittorio Amedeo II su progetto di Michelangelo Govone e la costruzione fu completata nel 1720. Ad essa contribuirono anche gli architetti Antonio Bertola e Filippo Juvarra.
Ha un accesso da via Verdi 8 con il neoclassico portale d’ingresso, opera del 1834 di Giuseppe Maria Talucchi, e un altro da Via Po 17.
Entrando nel cortile si ammira uno splendido doppio loggiato che nei due piani conserva un grande lapidario voluto da Scipione Maffei nel 1724 al quale sono state aggiunte altre opere di epoche successive.
Molto significativa la statua di Minerva, oggi posta sotto il loggiato del cortile, scolpita nel 1858 scultore ticinese Vincenzo Vela (1821-1891). La dea della scienza e delle arti indossa una tunica, un elmo con una civetta alla base (simbolo di saggezza) e regge nella mano una lancia e un libro. Fu commissionata dal Re del Portogallo, ma non partì mai per Lisbona a causa della morte improvvisa del sovrano e fu acquisita dalla città di Torino nel 1895.
Percorrendo il porticato della Corte d’Onore si possono ammirare busti di personaggi che hanno partecipato in modo significativo allo sviluppo dell’ateneo torinese e della città sabauda espone: accademici, scienziati, letterati, docenti e intellettuali: tra essi tra cui Amedeo Peyron; Valperga di Caluso; Luigi Lagrange; Cesare Beccarla, Giuseppe Mazzini; Francesco Ruffini (1863 – 1934), giurista, storico, politico e antifascista italiano; Luigi Gallo (1801 – 1857) chirurgo all’ospedale S.Giovanni di Torino che non ebbe una cattedra universitaria, ma addestrò a un’ottima pratica operatoria i giovani medici che lavoravano con lui, la cui statua è opera di Vincenzo Vela.
Interposto ai busti vi è il gruppo della “Fama che incatena il tempo” opera dei fratelli torinesi Ignazio (1724 – 1793) e Filippo (circa 1737 – 1800) Collino del 1788, posta nel cortile nel 1820.
I due scultori sono anche autori delle statue di Vittorio Amedeo II e Carlo Emanuele III.
Molte le lapidi commemorative; una ricorda la laurea in Teologia conseguita a Torino da Erasmo da Rotterdam nel 1506.
Indirizzo: via Po 17 – Torino
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