CRODO (VCO), frazione Cravegna. Chiesa parrocchiale di San Giulio
Del primo edificio romanico, costruito intorno al XI-XII secolo, rimangono pochissime tracce: alcuni elementi decorativi come i 34 archetti ciechi utilizzati nel timpano della facciata della chiesa attuale edificata nel XVI secolo. Tra gli elementi di recupero dell’edificio originario spiccano anche due protomi nella parasta sinistra che la tradizione vuole essere ritratti di due feudatari dell’epoca, i De Rhodis o Rodis, finanziatori dell’edificio.
La facciata della chiesa di San Giulio, una delle più grandi dell’Ossola ricorda, soprattutto nella parte mediana, quella della vicina chiesa di San Gaudenzio a Baceno dalla quale si distingue per la presenza di un piccolo protiro, posto nel 1596 a protezione del portale in marmo di Crevola; sull’architrave della porta principale è incisa una data, 1516. Al di sopra, la lunetta con un affresco che raffigura al centro la Madonna col Bambino e a destra s. Giulio, a sinistra sant’Antonio abate.
Del san Cristoforo, opera di Antonio Zanetti detto il Bugnate (XVI secolo), affrescato sulla facciata a sinistra dell’ingresso rimangono poche tracce.
La muratura in serizzo è a blocchi regolari e segue le linee delle tre navate, nel timpano spiccano tre corsi di archetti ciechi, i due superiori sono sovrastati da una cornice a denti di sega, le due aperture cruciformi, una delle quali murata con pietra più chiara, richiamano la tradizione romanica anche se la datazione della facciata è di molto successiva al periodo romanico, la costruzione fu infatti completata nel 1523.
Di marmo di Crevola è anche il rosone il cui inserimento successivo ha causato dei danni, mai rimediati, alla muratura.
A sinistra dell’ingresso la muratura è interrotta e la parasta appare ricostruita, sono le tracce dell’antico campanile romanico, demolito. Il nuovo campanile, appena fuori dal sagrato, fu costruito dal 1771.
L’interno è a tre navate separate colonne in serizzo con archi a sesto acuto, i decori dei soffitti riprendono la vita di papa Innocenzo IX (1509 – 1591) al secolo Giovanni Antonio Facchinetti, nato a Bologna da una famiglia originaria di Cravegna.
Tra gli affreschi del coro, a sinistra una scena della Passione, nella parete di fondo una Crocifissione e a destra un’altra Crocifissione, di qualità migliore sono gli ornati che inquadrano gli affreschi, a decoro della rosa, delle finestre e dei costoloni della volta a crociera.
Nella parete di destra, sotto la finestra, si trova un’iscrizione, non tutta comprensibile, col nome di un Battista da Legnano al quale vanno attribuiti probabilmente gli affreschi del coro.
Nella navata di sinistra un affresco della Madonna con Bambino che un tempo decorava la facciata della chiesa romanica, il dipinto fu protagonista di fatti miracolosi avvenuti nel 1492 e divenne in passato oggetto di devozione e pellegrinaggi.
Di pregio il fonte battesimale in marmo di Crevola datato 1564
Indirizzo: Frazione Cravegna, Crodo VCO
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