MONCALIERI (TO). Il Bosco del Re, annesso al Castello Reale
La sua caratteristica più interessante è che, a differenza dei giardini regali di pianura, si sviluppa in altezza su un sistema di terrazze collinari, offrendo una vista spettacolare su Torino.
Elementi interessanti all’interno del bosco:
• La Torre del Roccolo (antica struttura usata per la caccia)
• La Casa del Vignolante (edificio di origine seicentesca legato alla gestione agricola e vitivinicola).
• Un Ninfeo storico e un laghetto naturalistico.
Il Bosco del Re è il parco monumentale storicamente connesso al Castello Reale di Moncalieri, un’oasi di straordinario valore paesaggistico, storico e naturalistico. Si articola in un sistema di terrazze e rilievi su una superficie di circa 7 ettari con spettacolari vedute verso la pianura torinese.
Fu avviato nel XVII secolo per volere di Madama Cristina di Francia e progettato dal frate carmelitano Andrea Costaguta, architetto di corte, che realizza un giardino terrazzato articolato in due sezioni: una nel cortile e una parte boscata sul primo ripiano collinare, separate da un imponente muraglione.
Nel Settecento, durante il regno di Carlo Emanuele III, il Parco è interessato da una profonda ristrutturazione per volontà del sovrano che intende uniformarlo ai gusti tipici dell’epoca. A dettare le regole in fatto di architettura di paesaggi è il giardino alla francese con le sue simmetrie, le fontane e le decorazioni scultoree.
Venne utilizzato nel XIX secolo come riserva di caccia e luogo di svago e relax da Vittorio Emanuele II, che fece costruire la caratteristica Torre del Roccolo come appostamento venatorio.
Nel corso dell’Ottocento si conclude la trasformazione del Parco per iniziativa di re Vittorio Emanuele II. In questo periodo, la parte collinare del giardino diventa un parco paesaggistico grazie ad una serie di interventi diretti da Marcellino Roda, progettista dei giardini di corte, celebre per il suo lavoro nel parco reale di Racconigi.
A livello formale, assistiamo al superamento dei modelli francesi per abbracciare il gusto romantico ed all’inglese.
Il Parco ospita una flora variegata che forma un vero e proprio patrimonio vegetale. Il primo censimento botanico risale al 1876 per catalogare tutte le varietà botaniche presenti. La maggior parte di questo tesoro verde è ancora intatto, come i carpini bianchi disposti in filari lungo i viali che partono dal Ninfeo. Tra le latifoglie si segnalano tigli, querce farnie, aceri e frassini maggiori, mentre tra le conifere spiccano l’imponente tasso comune ed i pini. Il sottobosco è ricco di piante tappezzanti ed erbacee sciafile dal grande valore botanico ed ornamentale: convallaria, aglio selvatico, pervinca, sigillo di Salomone e lunaria, oltre a narcisi, muscari e altre bulbose primaverili.
Una biodiversità che contribuisce alla qualità ambientale del Parco e del territorio della Collina del Po che dal 2016 rientra nel programma “Man and the Biosphere” Unesco.
Nel 2025 il Bosco del Re apre per la prima volta i suoi cancelli ai visitatori, offrendo al pubblico un patrimonio paesaggistico unico. Si tratta infatti di un autentico museo a cielo aperto che conserva intatte molte delle peculiarità naturalistiche.
I circa sette ettari che compongono la parte collinare del Bosco del Re contengono una rete di percorsi che in parte ripercorrono le direttrici originali inaugurate nell’Ottocento. Ogni sentiero conduce alla scoperta di panorami nascosti, scorci inaspettati e giochi prospettici. I cittadini hanno a disposizione circa sette ettari di verde da esplorare e da vivere, impreziositi da alcuni edifici storici restituiti alla loro bellezza, come la Torre del Roccolo e la Casa del Vignolante, sui quali sono stati effettuati significativi interventi.
La Torre del Roccolo a lungo è stata utilizzata per la caccia; la Casa del Vignolante, serviva a custodire l’uva prodotta dai vigneti del re, a testimonianza della presenza di questo tipo di coltivazione. Poi c’è il laghetto che è il regno delle ninfee.
Quella del Parco del Castello è una rinascita che ha avuto inizio nel 2018 con un protocollo di intesa che trasferiva la proprietà del Parco dal Demanio alla Città. I lavori, iniziati nel 2023, sono stati resi possibili grazie a un investimento di circa 2,6 milioni di euro di cui 2 milioni dal Pnrr che hanno toccato la componente arbustiva e floreale e la rifunzionalizzazione delle opere architettoniche presenti (Torre del Roccolo, Ninfeo e Casa del Vignolante), oltre il ripristino della sentieristica e del laghetto.
Info:
Gli ingressi principali si trovano in Strada Santa Brigida 3 (lato Casa del Vignolante) e da Viale delle Rimembranze (lato Ninfeo). L’accesso al parco comunale è gratuito.
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