PONTESTURA (AL). Chiesa parrocchiale di Sant’Agata
La primitiva chiesa, originariamente intitolata ai santi Gregorio, Nicola e Agata, fondata nel 1140, risultava già ultimata nel 1151 e sorgeva nel sito di Sturia, o villa vecchia di Pontestura.
Nel 1187 fu acquisita dai canonici di S. Croce di Mortara, che la mantennero fino al 1449, quando la congregazione si estinse e fu assorbita dai Lateranensi. Nel 1474 la chiesa passò alla nuova diocesi di Casale Monferrato.
Non si sa con certezza quando la chiesa fu ricostruita in Via Roma, forse nel 1248, secondo l’indicazione di una iscrizione oggi murata nella facciata, ma un tempo sul lato sud del campanile.
L’edificio presenta caratteristiche tardo gotiche, evidenti nonostante i rimaneggiamenti subiti nel Settecento e nel Novecento.
Nel 1754 l’edificio fu oggetto di un intervento di restauro e di rimaneggiamento in stile barocco all’interno, e nel decennio successivo fu ricostruita la sacrestia.
Alla fine dell’Ottocento il campanile fu sopraelevato con la costruzione della nuova cella campanaria; nel 1913-14 le volte e le colonne della chiesa furono decorate; nel 1927 si procedette alla posa del nuovo pavimento e tra quell’anno e il 1930 la facciata venne rimaneggiata con rimozione dell’intonaco, ripristino di mattoni mancanti o deteriorati e successiva riapertura delle finestre circolari delle specchiature laterali; inoltre fu ripristinato il rosone sopra al portale con evidenziazione della bifora tamponata soprastante e successiva ricostruzione dei cinque pinnacoli, il tutto su progetto dell’architetto Vittorio Mesturino. Negli anni dal 1985 al 2015 la chiesa fu oggetto di vari restauri e opere di manutenzione.
La facciata della chiesa, rivolta a sudovest e caratterizzata da massicci contrafforti, presenta al centro il portale d’ingresso, sormontato da una lunetta con raffigurazione di sant’Agata eseguita da Mario Gilardi nel 1957, il rosone e una bifora murata, mentre ai lati vi sono due oculi; a coronamento del prospetto vi sono dei pinnacoli. Presenta strisce di laterizi alternati a conci di pietra.
Annesso alla parrocchiale è il campanile a base quadrata, di stile romanico, suddiviso da cornici marcapiano, con monofore e bifore; la cella presenta su ogni lato una monofora ed è coperta dal tetto a quattro falde.
L’interno dell’edificio è suddiviso da colonne dipinte a finto marmo veneto e sorreggenti ampi archi in tre navate, sulle quali si affacciano le sei cappelle laterali, di cui alcune coperte da volta a ombrello, due da volta a botte e una da volta a crociera; al termine dell’aula si sviluppa il presbiterio, rialzato di un gradino, ospitante l’altare maggiore e chiuso dall’abside quadrangolare, voltata a vela.
L’altare rivolto al popolo è costituito da una vasca in pietra a forma di parallelepipedo che serviva per il battesimo ad immersione, sulle cui pareti verticali, ciascuna divisa in due campi da tozze colonnine in rilievo, vi sono fregi scolpiti in modo rozzo: una ruota a cinque raggi, un fiore a dieci petali, un personaggio a braccia levate sorreggente un candelabro o un tridente, un pesce, un cervo, un serpente mostruoso, un intreccio, e una iscrizione con caratteri in uso nel sec. XIV, di cui è ancora leggibile: «[…] | XIIII mo | (naster)io Lo[…]ii | Frater Hen | ricus de Pa | pia fecit | fieri vere» (interpretato come la data del 1314 e dono del frate Enrico di Pavia del monastero di Lucedio VC).
La chiesa conserva opere di pregio, tra le quali le tre pale d’inizio Seicento raffiguranti rispettivamente San Giovanni Evangelista, l’Adorazione del Bambino con i Santi Giacomo e Stefano e la Madonna del Rosario col Bambino, i Santi Domenico, Caterina, Pio V e la beata Margherita di Savoia, firmate da Guglielmo Caccia detto il Moncalvo; gli stalli del coro risalenti al XVIII secolo; l’altare maggiore eretto verso il 1770 probabilmente da Francesco Bottinelli; il Crocifisso intagliato del Cinquecento; le due tele de la Madonna col Bambino e sette vergini e il Martirio di san Bartolomeo eseguite nel XVIII secolo da Pier Francesco Guala; la seicentesca statua della Madonna del Rosario col Bambino; l’organo di Giovanni Mentasti del 1893, e due dipinti: Martirio di sant’Agata e Madonna col Bambino con i santi Giacomo e Agata, angioletti e confratelli.
Indirizzo: Corso Roma – Pontestura AL
Info: https://www.comune.pontestura.al.it
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