LA SERRA MORENICA DI IVREA, la più grande ed incredibile meraviglia geologica del Piemonte.
A poco meno di un’ora da Torino c’è la più grande morena d’Europa. Si estende per oltre venti chilometri ed è l’imponente bastione rettilineo che segna il confine tra le province di Torino e Biella. Elemento naturale tra i più spettacolari dell’intero Piemonte: la perfetta linearità della sua sommità si ammira da gran parte della provincia torinese.
La Serra Morenica, anche nota come Serra d’Ivrea, è una spettacolare morena del neozoico, un colossale accumulo di materiale trasportato nella zona dalla lingua dell’antico ghiacciaio che dal solco vallivo valdostano della Dora Baltea si spingeva fino alla Pianura Padana. Dagli oltre mille metri di altezza della sua estremità occidentale, a ridosso dell’ingresso in Valle d’Aosta, si raggiungono i circa duecento di quella orientale, nei pressi del borgo di Cavaglià, nel biellese, dove la morena sembra quasi sfrangiarsi nella zona che circonda il Lago di Viverone. La straordinaria linearità che si apprezza da lontano è in realtà un susseguirsi di conche e piccole valli, che ne caratterizzano la superficie.
Molto frequentata da escursionisti a piedi o a cavallo, la Serra Morenica è caratterizzata da boschi e ampie zone prative, ed è ideale per escursioni ed itinerari in mountain-bike che si snodano tra prati, castagneti, vigneti e zone coltivate.
Tra i più grandi polmoni verdi del Piemonte, la Serra Morenica è anche una delle più apprezzate balconate panoramiche sulla zona e sulla catena alpina. Ai boschi ed ai prati si alternano anche tanti piccoli borghi tra cui Andrate, che dall’alto dei suoi 836 metri propone un panorama incantevole sull’ingresso in Valle d’Aosta e sui laghi dell’anfiteatro morenico: il Sirio, il Pistono, il Nero, il San Michele ed il Lago di Campagna, anche noto con il nome di Cascinette. Tra i borghi, l’antico borgo medievale di Chiaverano, Burolo, dominato dal campanile della chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo e parte integrante del percorso della Via Francigena, Cerione, sul cui territorio si estende parte della Riserva Naturale Speciale della Bessa, e Magnano, noto per il suo antico ricetto e la chiesa romanica di san Secondo, nell’omonima frazione.
Alla ricchezza naturale e paesaggistica la Serra d’Ivrea unisce anche tanta storia e numerosi luoghi di particolare interesse architettonico. Tra i tesori di questo angolo di Piemonte c’è la chiesa di San Secondo a Magnano, tra le più interessanti del romanico delle terre canavesane. Sorge in un’ampia radura circondata dai boschi ed è una tappa imperdibile per tutti gli amanti dell’architettura medievale. Altro tesoro architettonico della Serra è il Gesiun di Piverone, ormai un rudere, che sorge dove un tempo vi era un borgo, ormai scomparso, di cui parla un documento del 1209.
All’ombra della Serra c’è il piccolo mare del Canavese. Terzo lago, per estensione, del Piemonte, il Lago di Viverone si divide tra le province di Torino, Biella e Vercelli. Di origine glaciale raggiunge la profondità massima di cinquanta metri. Ideale meta primaverile per passeggiate in riva alle acque e per appassionati di scenari lacustri, il lago si divide nella zona settentrionale ed occidentale, più urbanizzata e trafficata, ed in quella meridionale e orientale, più selvaggia e ricca di vegetazione, da dove partono numerosi itinerari ed escursioni. Canneti, ninfee, castagne d’acqua e cannucce di palude costituiscono parte della flora del lago, che nel tratto di costa che va da Azeglio a Piverone, è costituita da boschi su zone paludose. Ricco anche il patrimonio faunistico del bacino, che unisce le svariate specie di uccelli, tra cui i gabbiani, gli svassi, le anatre e i germani reali, ai pesci come le carpe, le tinche, i lavarelli e i lucci.
Par di toccarla con mano la Serra Morenica da Ivrea. Capitale del Canavese, la città dell’Olivetti e dello storico Carnevale è una meta da non perdere per chi si trovi sulla Serra. Città ricca di storia e tesori architettonici come il castello, costruito dal conte Amedeo VI di Savoia detto il Conte Verde, la cattedrale di Santa Maria Assunta, eretta nel X secolo, il palazzo Vescovile, impreziosito da fregi e merli, la romanica torre di Santo Stefano, il ponte Vecchio sulla Dora Baltea e il Museo Civico Garda, dove approfondire la storia della città, Ivrea propone anche locali e ristoranti dove concedersi una sosta golosa per apprezzare il meglio della cucina locale, tra antipasti, risotti, pasta fresca e secondi di carne.
Chi visita Ivrea non può non assaggiare la deliziosa Torta 900, un pan di Spagna al cacao morbido, tagliato a metà e farcito da una delicata crema al cioccolato con una spolverata di zucchero a velo. Coperta da brevetto, risale alla fine del XIX secolo, quando il mastro pasticcere eporediese Ottavio Bertinotti creò la ricetta di una torta destinata a fare la storia.
Nel 1970 Umberto Balla, con la moglie Caterina ed il figlio Stefano, rilevarono la pasticceria che da oltre mezzo secolo porta avanti la tradizione.
Autore: Luca Sartori
Fonte: www.torino.corriere.it 26 feb 2026


