FacebookInstagram

IVREA (TO). Museo Civico “Pier Alessandro Garda”.

Ivrea. Museo P.A. Garda, vetrina reperti romani

Ivrea. Museo P.A. Garda, stele del gromatico
Ivrea. Museo P.A. Garda, vetrina con ceramiche
La facciata esterna del museo su piazza Ottinetti
Punto di forza

Conserva reperti del territorio dal Neolitico al Rinascimento; collezioni di arte orientale e dipinti contemporanei.

La COLLEZIONE ARCHEOLOGICA, il cui progetto scientifico è stato curato dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte e MAE, raccoglie le testimonianze della città e del suo territorio dall’età neolitica fino al periodo basso medievale.
Ampio spazio è dedicato in particolare al periodo romano della colonia di Eporedia, documentato da importanti reperti come la “stele del gromatico”, colui che misurava i terreni usando la groma, lo strumento ivi raffigurato che era utilizzato dai Romani per segnare la centuriazione del territorio.
Vi sono anche reperti longobardi.

La sezione MEDIOEVO E RINASCIMENTO comprende affreschi, sculture lignee e formelle in terracotta di Ivrea e della zona circostante.

La COLLEZIONE D’ARTE ORIENTALE è il frutto della raccolta personale di Pier Alessandro Garda (oltre 500 opere provenienti dal Giappone) e della raccolta di Palazzo Giusiana che comprende diversi oggetti cinesi e di altri paesi asiatici.
Il nuovo percorso espositivo della sezione orientale è incentrato sul tema fiori e uccelli (Kachō) attraverso una ricca selezione di opere provenienti dalla raccolta di Pier Alessandro Garda: lacche maki-e, ventagli ricamati, piatti cloisonné, incensieri in bronzo, tessuti, dipinti su carta e su seta.
L’itinerario segue le associazioni tipiche della tradizione culturale giapponese (ad esempio gru e pino, passeri e bambù, falco sul pino, fenice e paulonia). Nel mondo nipponico gli elementi naturali non sono semplici motivi decorativi, ma presenze vitali, cariche di significato. Se fiori e uccelli sono manifestazioni del ritmo cosmico, le fioriture segnano lo scorrere del tempo e simboleggiano la caducità della vita ma anche l’ineluttabile rinascita. Gli uccelli, in abbinamento a fiori e piante, scandiscono il mutare delle stagioni o sottolineano valori e virtù.
Il nuovo allestimento presenta alcune opere mai esposte prima perché in condizioni precarie: ora sono state sottoposte a restauro, realizzato tra dicembre 2025 e gennaio 2026 dalla Fondazione Centro Conservazione e Restauro dei Beni Culturali La Venaria Reale. Nei prossimi mesi il percorso espositivo, al termine di un complesso restauro, verrà ulteriormente arricchito dall’esposizione di una scatola in lacca decorata con la figura di un falco su un posatoio.
Il percorso invita il visitatore ad osservare la natura non come spettatore esterno, ma come partecipe del suo ritmo: un bocciolo che si apre, un’ala che smuove impalpabile l’aria, una figura riflessa sull’acqua finiscono per coinvolgere chi li guarda. Kachō allora non è più soltanto un soggetto artistico, ma una vera e propria chiave di lettura: un modo di vedere la natura come principio vitale, legame profondo tra esseri e spazio poetico in cui il tempo scorre senza mai ripetersi identico.

La COLLEZIONE GUELPA-CROFF si compone di quadri di Giovanni del Biondo, Neri di Bicci, Bergognone, Carracci, Palizzi, Annigoni, De Chirico. Il pubblico potrà ammirare una rinnovata selezione di opere provenienti dalla Collezione Guelpa Croff, patrimonio pervenuto al Comune di Ivrea grazie alle volontà testamentarie della signora Lucia Guelpa. La collezione deriva dalla passione per l’arte di Abdone Croff (Milano, 1893-1946), collezionista di formazione umanistica e raffinato mecenate, attivo tra arte antica e contemporanea, la cui sensibilità estetica si estese anche al design, all’oreficeria e alle arti applicate.
Dopo la tragica scomparsa di Abdone Croff, della moglie Adele e del figlio Livio nel 1946 per le conseguenze di un incidente stradale, l’eredità dei Croff passò alla sorella di Adele, Lucia Guelpa, che, prima della sua morte nel 2003, per volontà testamentaria destinò gran parte dei beni al Comune di Ivrea.
La nuova selezione di opere è stata scelta per illustrare il legame tra sacro e profano. Accanto ai ritratti, che attraversano i secoli dal «Ritratto d’uomo» di Annibale Carracci fino alle opere di Pietro Annigoni, trovano spazio immagini di intensa spiritualità: dalla «Crocifissione con santi» di Giovanni del Biondo a un «San Sebastiano» di scuola caravaggesca, fino alla «Predica di San Francesco agli uccelli» di Annigoni.
Un percorso che mette in relazione devozione e vita quotidiana, immagine sacra e ritratto privato, restituendo la complessità sfaccettata della dimensione reale e spirituale.

Altre sezioni riguardano “dal Seicento all’età Contemporanea” ed una raccolta di incisioni, stampe, vedute dal XVI al XIX secolo.

Data compilazione scheda: 24 aprile 2024
A cura di AC
CONDIVIDI SU
Visualizzazione di 20 schede relative a luoghi di interesse visibili nell'arco di 5 km dalla località di partenza.
Spostati sulla mappa per visualizzare le altre schede.