PRATO SESIA (NO). Chiesa della Natività di Maria e resti del Castello e della Torre di Sopramonte
Varie componenti fanno sì che questo luogo sia suggestivo, quasi magico: la torre, la chiesetta, i ruderi del castello e, non ultimo, lo splendido panorama che si ammira dal piccolo sagrato o dall’estrema punta nord della collina dove è posta la Panchina Gigante n. 127.
Dalla Panchina Gigante si può ammirare un ampio panorama sulla bassa valle del Sesia ed il Fenera, gli affioramenti del Supervulcano del Sesia e il maestoso Monte Rosa.
Partendo da Prato Sesia e seguendo il semplice sentiero, in 15 minuti si giunge al Castello di Sopramonte, incontrando poco prima, sulla destra, la torre di Sopramonte, fortificazione risalente alla prima età comunale (XI secolo), edificio di notevoli dimensioni: alta una ventina di metri, di base quasi quadrata, priva di merlatura, molto rimaneggiata nel tempo e dotata di un balconcino (XIX secolo). A una distanza di circa cento metri dalla torre si trovano le rovine del castello.
Sulla collina del castello troviamo la chiesetta dedicata alla Natività della Vergine. Edificata in località Sopramonte per volontà del conte Bartolomeo Tornielli con atto testamentario del 1283, la cappella dedicata alla SS. Vergine serviva per celebrare le messe di suffragio per la sua anima e per quelle dei suoi eredi.
Alla fine del XVI secolo la chiesa venne sconsacrata e fu utilizzata come deposito di cereali, come risulta dai verbali compilati dal vescovo Bascapè durante una sua visita pastorale. Nel 1669 fu di nuovo consacrata grazie a un’indulgenza concessa dal papa Clemente IX .
All’interno della chiesa si possono ammirare interessanti affreschi di Pietro Renolfi di Romagnano Sesia e Antonio Borgnis di Craveggia. Verso la fine del XVII secolo, alla costruzione originaria fu aggiunto un portico con volte poggianti su due pilastri e due colonne.
Il Castello fu edificato nel XII secolo con ciottoli di fiume legati con malta. Il Castello di Sopramonte aveva in origine tre torrioni: di quello più antico, troviamo a fianco alla chiesa i resti del basamento.
Sicuramente un tempo il castello aveva una certa importanza territoriale per via della sua posizione. Parzialmente distrutto nel 1363 dalle milizie di Galeazzo Visconti , cui aveva dato ordine di abbattere le fortificazioni ove erano arroccate le truppe inglesi di Alberto Sterz , oggi di questo complesso in avanzato stato di rovina si riconoscono solo i possenti muri della fortezza e le cinquecentesche feritoie a uso degli archibugi. Non migliore sorte hanno avuto i reperti bibliografici: pochi sono i documenti reperiti, di cui è peraltro incerta l’attendibilità storica.
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