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SALUZZO (Cn). La Castiglia.

Punto di forza

Edificio storico trasformato nel corso del tempo: da fortezza marchionale a prigione, oggi spazio museale polivalente.

La costruzione del castello di Saluzzo, voluta dal marchese Tommaso I, è databile tra il 1270 e il 1286 sulla base di precedenti fortificazioni. Il nome “Castiglia”, infatti, deriva probabilmente dal plurale latino castella (“i castelli”) ed allude al complesso di edifici fortificati, attestato sin dal 1120. La collocazione sulla sommità del borgo rispondeva alle esigenze residenziali della famiglia marchionale e garantiva un diretto controllo politico e militare sulla città.

Originariamente la Castiglia si presentava come una rocca a pianta quadrangolare, circondata da una cortina di mura con quattro torri cilindriche angolari.
Il castello era organizzato attorno ad una corte, su cui si affacciava il palazzo con gli appartamenti marchionali.
Venne trasformato in dimora signorile da Tommaso III, alla fine del XIV secolo, e soprattutto dal nipote Ludovico II, in occasione dei rispettivi matrimoni con raffinate principesse francesi. Sotto il regno di Ludovico II, che sposa Margherita di Foix nel 1492, la corte è splendida per arti, accademie, fortune economiche e ruolo strategico e Saluzzo assume l’aspetto aristocratico e armonioso di capitale aperta ai nuovi ideali del Rinascimento.

A quest’epoca risalgono il massiccio torrione circolare che reca sulla sommità tondi decorati, in cui sono ancora visibili lo stemma di Saluzzo e l’effigie di un’aquila imperiale, nonché un ciclo di affreschi a grisaille di cui oggi rimane un semplice frammento visibile sulla scala di accesso ai piani espositivi dell’edificio.

L’occupazione francese del Marchesato (1549-1588) e la successiva annessione al Ducato di Savoia favorirono la decadenza ed il degrado della Castiglia, che aveva perso anche valore strategico con l’importanza crescente dell’artiglieria.
Durante la dominazione francese, alla fine del Settecento, fu adibito a sede del Governatore del Marchesato ed a caserma del presidio. Nel 1825 iniziarono i lavori per ridurre l’antico maniero, gravemente degradato per la mancata manutenzione, a prigione, funzione che d’altronde aveva già svolto nel XVIII secolo: la trasformazione comportò la ricostruzione del corpo principale e la conseguente distruzione delle decorazioni quattrocentesche. Si salvarono soltanto due frammenti di affreschi, asportati durante i lavori: una Madonna con Bambino ed una Deposizione, riacquistati dal marchese Emanuele Tapparelli d’Azeglio per il museo di Casa Cavassa, allestito a fine ‘800.

Dal 2006 il complesso è stato oggetto di un lungo ed attento restauro per restituirlo alla fruizione pubblica: nella manica ottocentesca, trovano sede anche l’Archivio Storico ed aree destinate alla ristorazione d’eccellenza. Inoltre l’apertura di un’intera area dedicata alle forme ed alle sperimentazioni dell’arte contemporanea, con l’Esposizione e Collezione permanente “Fondazione Garuzzo”, ha determinato il riconoscimento della Castiglia quale “Luogo del contemporaneo” da parte del Ministero della Cultura dal 2012.

Museo della Civiltà Cavalleresca
Il Museo si articola in 11 sale, al 3° piano della manica ottocentesca, in cui vengono presentati aspetti o momenti significativi della società cavalleresca e cortese del Marchesato, presentando uno o più personaggi chiave: matrimoni, carriere ecclesiastiche e militari, riferimenti letterari collocano Saluzzo al centro di un sistema di relazioni di volta in volta con il Papato, l’Impero, il regno di Francia, gli Angioini, gli stati grandi e piccoli della Penisola.

Museo della Memoria Carceraria
L’edificio, come istituzione penitenziaria, ha attraversato gran parte della storia nazionale: dal Risorgimento all’Unità, dal fascismo alla Repubblica sino alla sua chiusura nel 1992. A ciascuna di queste fasi storiche hanno corrisposto diverse concezioni della pena e diverse scelte di politica criminale. Allestimenti di grande impatto emotivo, sostenuti da una documentazione d’archivio di ineccepibile rigore scientifico, concorrono a proporre un inedito e suggestivo percorso museale nella sequenza delle antiche celle di isolamento al piano seminterrato. Personaggi famosi, reclusi e funzionari, pericolosi briganti e poveri marginali compongono la storia del primo carcere moderno del regno sabaudo attraverso un allestimento multimediale che si propone di coinvolgere il pubblico anche dei non esperti e dei giovani.
Una sezione del percorso museale è stata inoltre dedicata al fenomeno, analogo ma da tener distinto dalla pena detentiva, della relegazione per motivi politici e religiosi: la Castiglia è stata infatti protagonista della deportazione del popolo valdese alla fine del Seicento, così come sono transitati entro le sue mura i detenuti antifascisti, nonché i patrioti risorgimentali.
Una riflessione a 360 gradi sul carcere, sul suo significato storico per le moderne democrazie e sui suoi infiniti rapporti con l’arte, il cinema e la letteratura.

Orari di apertura (dal 1° marzo al 31 ottobre):
Lunedi: 10-13 e 14-18
Giovedì: 10-13 e 14-18
Venerdì: 10-13 e 14-18
Sabato: 10-13 e 14-18
Domenica: 10-13 e 14-18.

Info:
Piazza Castello, 1 – 12037 Saluzzo
Tel. 329 3940334 – e-mail: musa@itur.it
Accesso libero a tutti negli orari di apertura.
L’entrata è in piano privo di barriere architettoniche

 

 

 

Data compilazione scheda: 31 marzo 2026
A cura di PF
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